martedì 23 ottobre 2012

Zuzzurro, Gaspare e Abdullà

Questo è un articolo che sembra più della Panichi o della Ferrara, ma invece è proprio della Veludo. Da quando sono venuta ad abitare all’Elba sono rimasta affascinata da quelle meravigliose e strane creature che sono i gechi. In tutte le case o le stanze d’albergo che ho abitato a lungo o per breve tempo ho sempre avuto un geco. Carmela era la storica tarantola di Marciana Marina, è sopravvissuta in soffitta al rifacimento del tetto e dormiva in camera mia. Aveva un nome femminile perché era di colore rosa, (invece le portoferraiesi sono grigie o verdi) e la tenevo in camera perché o ero incinta o avevo bimbi piccoli, tutti motivi per evitare gli insetticidi. Nell’albergo che avevo in gestione
c’era un vecchio geco, anche lui bello grande, che viveva dietro lo specchio del bar e solo di tanto in tanto faceva capolino, ma sempre quando non c’erano avventori! Zuzzurro e Gaspare si contendono il posto davanti alla porta d’ingresso, proprio sotto alla luce che rimane accesa più a lungo di tutte le altre e attira farfalline e insetti vari. Nelle sere estive ceniamo proprio sotto quella luce, e tutta la famiglia si incanta a guardare le loro cacce e i litigi per contendersi il posto migliore. Abbiamo imparato a riconoscere il loro verso quando arrivano e quello strano sommesso schiocco che fanno per litigare. A volte prova ad intrufolarsi qualche nuovo arrivato ma loro subito lo scacciano. Abdullà invece si chiama così perché è nero, abita il tronco un po’ ammuffito del vecchio limone e lì cerca di mimetizzarsi per evitare di essere cacciato dal gatto o dal cane. Poi naturalmente ci sono gechi meno domestici che abitano in lavanderia o negli sgabuzzini e vediamo solo saltuariamente. Anche le mie figlie hanno ereditato l’amore per queste bestiole, bè Francesca - forse per via del nome - ama quasi tutte le bestiole e non le fanno impressione nemmeno le serpi, figurarsi se non ha il suo bravo geco. Caterina detesta le lumache e i polpi ma anche lei ha il suo geco di casa, anzi ha perfino una zanzariera bucata così lui può uscire per cacciare fuori e rientrare quando fa freddo! 



2 commenti:

  1. cristina barsalini23 ottobre 2012 06:30

    Fino a pochissimi anni fa avevo il terrore dei gechi, tanto da non uscire la sera sulla veranda poichè quando erano pochi ce n'erano almeno 6 che giocavano o litigavano fra le travi della tettoia. Piano piano mi ci sono abituata...ed ora anche se ne trovo qualcuno in casa lo lascio stare. Non sono ancora arrivata al punto di poterli toccare ...chissà forse un giorno! Comunque sono tantissime le persone , soprattutto donne, che hanno la fobia dei gechi, la mia aiutante senegalese, alta 2 metri circa, ne ha un terrore folle! Lei grande e grossa e per giunta africana rabbrividisce se ne vede uno ...questo vale anche per rospi, topi, scorpioni...insomma le ho consigliato di andare a vivere in Alaska, lì più che una foca o un orso bianco non può incontrare!

    RispondiElimina
  2. cristina, ci hai fatto morire da ridere! quasi quasi in alaska ci vado anch'io (Barbara) perchè sono terrorizzata come la tua aiutante, però io solo delle tarantole!

    RispondiElimina

INSERISCI IL TUO COMMENTO, SELEZIONA IL PROFILO E SE NON HAI UN PROFILO SPECIFICO VAI SU: COMMENTA COME - NOME/URL - INSERISCI SOLO IL NOME, L'URL NON SERVE - CONTINUA - PUBBLICA.
FATTO!