E così domenica 13 maggio alle 7,30 ci siamo trovati sul molo e insieme all’eccitazione aumentava anche il gruppo di parenti ed accompagnatori così, quando ho visto che c’eravamo tutti, ho bruscamente congedato le famiglie e intimato agli operatori di condurre i ragazzi sulla nave. Mi scuserete ma sono sicura che comprendiate quanto io senta il senso di responsabilità e, di conseguenza, la necessità di avere tutto sotto controllo. Non appena riuniti nel salone ho comunicato la sistemazione delle camere, accogliendo grande consenso … ma non avevo dubbi perché avevo a lungo ponderato le simpatie e le amicizie dei ragazzi. Subito dopo ho assegnato a ciascun operatore la sorveglianza stretta di uno o più utenti, a seconda della necessità di supporto e di controllo. A questo punto ero più tranquilla perché avevo già la certezza che tutti avrebbero seguito alla lettera la richiesta “sempre sott’occhio”. Sulla nave abbiamo incontrato alcuni rappresentanti dell’associazione degli Scoglio-nati: Valerio, Federico e, soprattutto, Mauro e Fabio. Siamo stati molto felici di incontrare nuovamente Fabio che era stato qui al Centro qualche anno fa e suo padre Mauro che ci hanno guidato proprio fino ai cancelli dello stadio, dal momento che anche loro venivano per vedere la partita. Io dovevo occuparmi di Michela, ma ho trovato grande disponibilità delle colleghe negli spostamenti della carrozzina, purché (ovviamente) non perdessero mai di vista la persona a loro assegnata! In appartamento con me c’erano anche Emanuele e Alberto, che condividevano la camera. Abbiamo notato con molto piacere i progressi fatti da chi aveva già partecipato ad altre gite, in particolare l’adeguatezza ai luoghi pubblici: miracolosamente il tono di voce si è abbassato, le fantasie hanno trovato un freno, la relazione con l’operatrice di riferimento è stata intima e spontanea. Ma avevamo con noi anche ben tre novità che, come credo sia naturale, ci preoccupavano. Una gita deve essere un momento allegro, aspettato con un entusiasmo che non volevamo smorzare, ma nello stesso tempo richiede controllo ed attenzione. giornalino d'informazione di fatti, cose, persone speciali del Centro di Casa del Duca
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giovedì 6 settembre 2018
il punto di vista di Emanuela
E così domenica 13 maggio alle 7,30 ci siamo trovati sul molo e insieme all’eccitazione aumentava anche il gruppo di parenti ed accompagnatori così, quando ho visto che c’eravamo tutti, ho bruscamente congedato le famiglie e intimato agli operatori di condurre i ragazzi sulla nave. Mi scuserete ma sono sicura che comprendiate quanto io senta il senso di responsabilità e, di conseguenza, la necessità di avere tutto sotto controllo. Non appena riuniti nel salone ho comunicato la sistemazione delle camere, accogliendo grande consenso … ma non avevo dubbi perché avevo a lungo ponderato le simpatie e le amicizie dei ragazzi. Subito dopo ho assegnato a ciascun operatore la sorveglianza stretta di uno o più utenti, a seconda della necessità di supporto e di controllo. A questo punto ero più tranquilla perché avevo già la certezza che tutti avrebbero seguito alla lettera la richiesta “sempre sott’occhio”. Sulla nave abbiamo incontrato alcuni rappresentanti dell’associazione degli Scoglio-nati: Valerio, Federico e, soprattutto, Mauro e Fabio. Siamo stati molto felici di incontrare nuovamente Fabio che era stato qui al Centro qualche anno fa e suo padre Mauro che ci hanno guidato proprio fino ai cancelli dello stadio, dal momento che anche loro venivano per vedere la partita. Io dovevo occuparmi di Michela, ma ho trovato grande disponibilità delle colleghe negli spostamenti della carrozzina, purché (ovviamente) non perdessero mai di vista la persona a loro assegnata! In appartamento con me c’erano anche Emanuele e Alberto, che condividevano la camera. Abbiamo notato con molto piacere i progressi fatti da chi aveva già partecipato ad altre gite, in particolare l’adeguatezza ai luoghi pubblici: miracolosamente il tono di voce si è abbassato, le fantasie hanno trovato un freno, la relazione con l’operatrice di riferimento è stata intima e spontanea. Ma avevamo con noi anche ben tre novità che, come credo sia naturale, ci preoccupavano. Una gita deve essere un momento allegro, aspettato con un entusiasmo che non volevamo smorzare, ma nello stesso tempo richiede controllo ed attenzione. lunedì 11 giugno 2018
vi facciamo conoscere tutti!
Eccoci qua! Da quando abbiamo ripresa la puntuale pubblicazione del giornalino, e la successiva messa in rete degli articoli, abbiamo anche ripreso i contatti con il nostro fans club. In ogni numero cerchiamo di raccontare quello che è successo qui al centro in quel mese: le attività svolte, gli incontri o eventi particolari, le feste e quant’altro. Il nostro obiettivo è far entrare a Casa del Duca parte del mondo esterno (almeno quelli che ci seguono assiduamente): far sentire tutti partecipi di quanto accade è un modo per incorporare, di portare dentro quello che è fuori. Ho cercato di spiegare, anche in altre occasioni, che l’obiettivo verso cui si orienta il lavoro di un centro per disabili è sì far sentire tutti gli utenti parte della comunità in cui vivono ma, contemporaneamente, questo agire va ad incidere anche su quella stessa comunità, in qualche misura educandola all’accoglienza. Noi abbiamo pensato che i mezzi informatici, facebook e blog, possano esserci d’aiuto nel perseguire questo fine comune. Come sapete questo giornalino, dopo essere stato consegnato in forma cartacea alle famiglie viene pubblicato sul blog, dove i lettori diventano molti di più e quello che facciamo acquista maggiore visibilità. Tutto questo riguarda in generale il lavoro del centro ma è ovvio (e più che logico) che ciascuna famiglia sfogli il giornalino in maniera diversa, per vedere ritratto in qualche articolo il proprio congiunto. Noi prima della pubblicazione controlliamo che ognuno abbia almeno una foto, ma certo le misure del giornalino sono quelle che sono e, dobbiamo riconoscere, a volte ci vorrebbe una lente di ingrandimento per riconoscere i ragazzi! Va un po’ meglio nel blog, ma non tutti hanno l’occasione di visitarlo, ecco perché abbiamo pensato di accendere un riflettore su ciascuno di loro e presentarli in primo piano. Dedicheremo una pagina ciascuno, saranno introdotti giusto da due righe di presentazione che non possono, e non vogliono, certo esaurire quello che quella persona fa all’interno del centro, e tantomeno la gamma di attività a cui partecipa o che gli sono gradite. Vogliamo solo caratterizzare ciascuno con due battute sulle particolarità che notiamo di più, e pubblicare qualche foto in cui si vede bene! Per non far torto a nessuno seguiremo un ordine rigorosamente alfabetico e in ciascun numero troveranno spazio uno, due o tre utenti a seconda delle pagine disponibili.
domenica 6 maggio 2018
I ringraziamenti della Veludo
Quest’anno abbiamo voluto organizzare un momento di incontro con le famiglie in occasione della Pasqua, invece che il consueto Pranzo di Primavera, ma non volevamo certo affamare nessuno! C’era bisogno anche di una riunione formale e la responsabile del servizio, dott.sa Anna Garfagnini, si è mostrata subito disponibile ed interessata, rinunciando anche ad altri impegni sopraggiunti, i miei primi ringraziamenti vanno quindi a lei. Abbiamo ripercorso, in una rapida carrellata, le attività interne ed esterne di Casa del Duca soprattutto per portarle a conoscenza dei famigliari delle persone inserite recentemente: le attività occupazionali nei negozi, la produzione di manufatti dei laboratori di manipolazione e bricolage, la ripresa del laboratorio di computer, la partecipazione entusiasta alla cucina. Si perché, anche questa volta, la festa voleva anche mostrare a tutti come sono bravi i nostri ragazzi! E allora in un’occasione si canta o si recita, un’altra si prepara un pranzo e stavolta abbiamo esposto le marmellate super-bio di Noi-altri. Queste hanno richiesto, come vi ha spiegato bene Maria nel numero scorso, tanto lavoro però affrontato sempre con allegria e partecipazione. lunedì 19 marzo 2018
a volte ritornano
Forse i vostri figli vi avranno riferito che, da qualche tempo, Barbara Grasso torna spesso a trovarci e lei non è una vecchia amica, no è proprio una di famiglia! Lascerò che lei stessa ve ne fornisca la spiegazione, da parte mia esprimo tutto il piacere di poter riavere qui al centro il suo prezioso contributo e, personalmente, di poter tornare ai nostri momenti di scambio: quei confronti sono un’importante occasione di riflessione sul mio operare di cui, sinceramente, sentivo la mancanza.
Emanuela
Amici, famiglie, lettori vari ... io ve lo avevo detto che il mio non sarebbe stato un addio, chi è NoiAltri lo è per sempre ed io ... lo sono, ecco perché sono ancora una volta qui con le dita sulla tastiera a scrivere. La scelta di proseguire nella collaborazione con il Centro è stata dapprima condivisa con le operatrici e poi, ovviamente, c'è stato bisogno di un'ufficializzazione, cioè di un progetto vero e proprio da sottoporre all'attenzione dei grandi capi della Di Vittorio. Purtroppo si sa che le nozze coi fichi secchi non si possono fare; il budget economico per la gestione del servizio è ben preciso ed è per questo che il mio rientro è stato possibile alternandomi con Vincenzo: un giovedì si canta mentre l'altro si sta con Pina. Di questo sono parecchio dispiaciuta e spero con tutto il cuore che le cose in futuro possano cambiare. Nella nostra consueta ottica di trasparenza vi copiamo di seguito il progetto che, dal mese di febbraio, mi vede ancora legata "ufficialmente" al Centro. YEEEEEEE!!! SONO TROPPO FELICE!!!mercoledì 14 marzo 2018
Ben arrivata Sophie
Eccomi a presentarvi una nuova amica: si chiama Gadiaga Sophietou (si legge Sofitù), ma ci permette di chiamarla Sofì, come agli amici: è con noi dalla metà di gennaio ma la sua presenza è già preziosa per tutti. Sofì, infatti, è una giovane donna di 22 anni estremamente gentile e disponibile, anzi la sua peculiarità è proprio quella di voler aiutare gli altri. Questo la rende preoccupata e triste se vede qualcuno soffrire, soprattutto se ci vede impotenti a risolvere il problema di quella persona. Cerca, in ogni occasione, di offrire il suo aiuto e per questo motivo non riuscivamo a trovarle il giusto posto a tavola: infatti le nostre prime donne e principesse approfittavano di tanta generosità e le chiedevano di fare cose che potevano benissimo fare da sole, come tagliare il cibo o, addirittura, farsi imboccare. Sofì, generosamente, dava soddisfazione ad ogni richiesta, cosa che poteva però invalidare i percorsi di autonomia intrapresi, e così era costretta a cercare un nuovo posto a tavola. Naturalmente è andata a finire dove il suo aiuto è necessario e ben accetto! La sua collaborazione non si limita al pasto ma investe tutte le attività del centro: va volentieri all’esterno con altri ragazzi per dedicarsi alle attività nei negozi e supermercati, scrive al computer, taglia, incolla, cucina insomma è sempre disponibile se un’operatrice la chiama chiedendole una mano. Non pensiate però che questa generosità la renda sottomessa, anzi! I soprusi e la prepotenza la disturbano come la sofferenza ma, anziché rattristarla, suscitano in lei una reazione di intolleranza che mette rapidamente al suo posto il malcapitato prepotente. Ha stretto subito amicizia con molti ragazzi, in particolare con Alberto, con il quale condivide il percorso casa-centro e con Raffaele, che ha già nominato suo fidanzato. Oltre che gentile è educata ed attenta insomma, come capite da queste poche righe, siamo già tutti innamorati di lei!
Ben arrivata Sofitù speriamo di passare insieme un tempo buono e ricco di esperienze ed emozioni
giovedì 15 febbraio 2018
il compleanno della Di Vittorio
Il mese di dicembre si è aperto con un evento che interessa il Centro non direttamente ma di riflesso: il 40° compleanno della nostra cooperativa, la Di Vittorio. Ve lo racconto perché in questi anni vi ho parlato spesso di noi, di persone che controllano e indirizzano il nostro lavoro, anche in questo Centro. Qualcuno lo conoscete perché interviene alle nostre feste, altri li sentite al telefono per problemi diversi. I famigliari che hanno condiviso con noi la gita a Genova hanno fatto tappa alla sede di Massa, visitato gli uffici e conosciuto molto di quel mondo che non si vede nell’agire quotidiano ma che è indispensabile al nostro operare. Negli anni scorsi ho cercato spesso, con vari articoli su questo giornalino, di spiegare come il lavoro che gli operatori svolgono frontalmente con i vostri congiunti non è casuale o spontaneo ma è strettamente regolato a partire dalla progettazione e passando per l’amministrazione, la sicurezza, la qualità. L’invito alla festa era ovviamente rivolto a tutti gli operatori ma, purtroppo, dall’Elba non è potuto intervenire nessuno, infatti l’evento era organizzato per il giorno 2 dicembre e gli operatori del Centro erano impegnati a preparare il mercatino di S. Ilario per il giorno successivo. Avrebbero avuto piacere di intervenire Chiara e Patrizia ma le previsioni meteo le hanno scoraggiate perché prevedevano (come per la maggior parte dei giorni in questo mese) mari molto mossi. Ovviamente io non mi sono lasciata scoraggiare forte della mia filosofia: se le navi possono partire, partono e (di solito) arrivano, se le condizioni non sono sicure, semplicemente, non partono!
giovedì 8 febbraio 2018
Viola di scoglio
Forse avete visto, sulla stampa locale degli ultimi giorni, la foto della consegna ufficiale della donazione al Centro di 3.120 euro: il sig. Tagliabracci, presidente dell’associazione di promozione sportiva Scoglio-nati Viola, è venuto a portarci l’assegnone che rappresenta la cifra raccolta in occasione della partita del 7 ottobre. Con lui c’erano altri tifosi che avevano partecipato all’evento Viola di Scoglio: Federico Pellegrini, il sig. Ferrari, sindaco di Portoferraio, e la nostra cara conoscenza Leonello Barbacci (si proprio quello della donazione della Capitaneria: grazie Leonello!) A ricevere la donazione c’era Anna Garfagnini, direttore dell’U F assistenza sociale e responsabile usl del Centro e, naturalmente, tutte noi! Il nostro ringraziamento è stato doppio perché gli Scoglio-nati ci hanno offerto una doppia opportunità: passare un sabato pomeriggio fuori dalla routine davvero emozionante e coinvolgente; e pensare ai nostri ospiti come destinatari della somma raccolta durante quell’evento. Questa sarà impiegata per poter donare loro esperienze diverse e più ricche di quelle quotidianamente vissute al Centro, una gita nella prossima primavera al di là del mare! Come abbiamo già espresso in altre occasioni infatti, noi crediamo, che un Centro disabili debba servire per migliorare la qualità della vita delle persone che lo frequentano: i nostri ospiti sarebbero accuditi e nutriti altrettanto bene a casa loro da famigliari o da badanti o nelle strutture residenziali dove alcuni abitano. Un Centro serve invece per aumentare la gamma di relazioni, di amicizie, di esperienze insomma di emozioni di ciascuno di loro. Per fare questo serve il sostegno di tutto il territorio, sia come invito e coinvolgimento in eventi socializzanti, sia materiale per la realizzazione di progetti così ambiziosi.
venerdì 12 gennaio 2018
si ricomincia! (tratto dal giornalino di ottobre 2017)

Persino i veri sportivi, quando per qualche motivo si allontanano dalla loro abituale occupazione, devono rimettersi gradualmente in sesto. Credo che anche noi abbiamo bisogno di un po’ di riscaldamento per ripartire e questo vuole essere un esercizio di preparazione, perdonateci se una volta facevamo di meglio! Questi mesi di assenza del giornalino non sono certo trascorsi inattivi e, giustamente, Peppa (o Giuseppina come la chiamo io) insiste a partire perché ci tiene a comunicare a voi famiglie, almeno con alcune immagini, un riassunto di quanto abbiamo fatto. Tanta buona volontà mi riempie il cuore perché dimostra che la nostra nuova educatrice ha colto uno degli obbiettivi fondamentali del giornalino: essere strumento di comunicazione vivace e fruibile tra gli operatori e le famiglie. Ma torniamo un po’ indietro, dove eravamo rimasti con le puntate precedenti? La nostra capo redattrice Barbara era entrata in aspettativa e ci ha salutato con il suo editoriale dello scorso marzo, in aprile e parte di maggio è stata con noi Alessia Rigacci che ha condotto un laboratorio di hip hop e un’attività sulle emozioni. Il suo laboratorio ci ha fatto conoscere un mondo nuovo colorato da graffiti e raccontato dal rap, dal suo modo di guardarci è nato il video con la canzone che vi abbiamo presentato al pranzo di primavera che ha colto con la musica le caratteristiche di ciascuno, coinvolgendoci ed emozionandoci. Il contratto di Alessia era legato ad un servizio scolastico che non è stato riacquisito dalla nostra cooperativa, quindi dalla metà di maggio è andata a lavorare con un’altra cooperativa.
mercoledì 5 aprile 2017
puntualizzando ancora ...
Vorrei fare un attimo il punto sui ragazzi che hanno frequentato o frequenteranno il Centro in questo periodo. Come abbiamo spiegato ai genitori presenti alla riunione di febbraio, l’azienda usl ha firmato con l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “R. Foresi” una convenzione di alternanza scuola lavoro, mettendo a disposizione, insieme ad altre sue strutture, il nostro Centro. L’istituto Foresi comprende i licei classico, scientifico e pedagogico, la scuola alberghiera e l’istituto professionale e, come avete visto sui giornali, tutti gli studenti hanno svolto questo tipo di attività nei settori più disparati sia pubblici che privati. Parallela a questa esperienza c’è l’inserimento di ragazzi con provvedimento disciplinare di sospensione scolastica e obbligo di frequenza in strutture diverse. Una prima preoccupazione dei genitori presenti a quella riunione è stata: chi se ne occupa? La risposta che Maria vi ha fornito con i suoi articoli (del numero scorso del giornalino e quello qui di seguito) mi sembra evidente: non viene sottratta al Centro alcuna risorsa, anzi la presenza di questi giovani deve essere un arricchimento, una mano, un aiutino. Non ci è assolutamente mai successo che queste presenze abbiano causato difficoltà: nessuno (che ci sia venuto per scelta propria o che ce l’abbiamo spedito) ha MAI avuto atteggiamenti ostili o provocatori o di superiorità; nessuno si è mai presentato in tempi diversi dagli orari concordati; nessuno è venuto vestito in modo non adeguato. Tutti si sono resi disponibili e hanno collaborato, certo con le differenze individuali di apertura e cordialità, ognuno ha il suo carattere e le proprie modalità di rapportarsi agli altri. Insomma non abbiamo mai avuto alcuna difficoltà e, se questa dovesse verificarsi, avremmo comunque la possibilità di interrompere l’esperienza e dare un giudizio negativo che, ripeto, fino ad oggi non si è mai verificato. Certo pitturando un muro, girando una marmellata o pulendo un orto si raccolgono confidenze e spesso ho sentito anche delle belle prediche fatte a questi giovani dai miei operatori ma, forse perché sono fatte in un contesto diverso da quello gerarchico, non ho mai visto reazioni di insofferenza e spero che, almeno qualche volta, queste parole abbiano innescato nei ragazzi delle riflessioni. Ma la domanda dei famigliari è soprattutto: “cosa ne viene a mio figlio?” Per noi il rapporto con le scuole è un fondamentale momento di apertura e occasione di farci conoscere. Questi ragazzi una volta rientrati a scuola o nella propria famiglia parleranno di noi, amplificheranno e divulgheranno il senso di apertura del nostro Centro che è sì portare “fuori” i nostri ospiti, ma anche portare “dentro” la comunità circostante, renderci utili, non essere solo un peso. E siamo talmente sicure del nostro operare, che non potranno che parlarne bene. Certo, nel paragone del Centro ad una famiglia allargata, questi ragazzi non sono gli amici del cuore (come le musico-terapiste e i mastri di musica o ballo) sono come vicini di casa, compagni di un viaggio, insomma conoscenze occasionali con cui scambiare qualche frase; ma anche queste conoscenze possono arricchire la nostra vita di relazione. Crediamo insomma che la usl con queste convenzioni ci abbia fornito una bella opportunità, che, come cerchiamo sempre di fare, intendiamo cogliere al massimo. venerdì 17 marzo 2017
Samantha
Con Samantha è stato amore a prima vista! E’ passata qui dal Centro con la sua mamma per informarsi su un altro servizio gestito dalla nostra cooperativa ed è rimasta affascinata, voleva rimanere subito con questi nuovi amici. Anche lei ci ha incantato con la sua tenerezza e la dolcezza con cui si approccia, ma ovviamente abbiamo dovuto spiegarle che ci sono regole da rispettare e autorizzazioni da chiedere ma che, se voleva rimanere con noi, ci saremmo messe subito al lavoro. Gli incontri successivi ci hanno raccontato di Samantha una storia difficile che ci ha coinvolto e ci ha avvicinato anche di più. Così da febbraio è qui con noi due volte a settimana, il lunedì e il mercoledì, anche se già ha chiesto di frequentare più giorni. Come avete visto alla festa di carnevale le piace cantare, quindi speriamo di averla al più presto con noi anche il giovedì. Mi chiama direttrice, ma anche Lisanna lo faceva, non credo sia per prendermi in giro né per rispetto (Lisanna ora mi manda serenamente a quel paese) forse è più facile da ricordare o c’è bisogno di qualcuno che ricopra questo ruolo: a me fa ridere perché da bambina vedevo il giornalino di Gian Burrasca, quindi immagino me stessa antipatica e scorbutica! Samantha è sempre disponibile a dare una mano, ma soprattutto lo fa con convinzione e generosità, se le chiedi: “vuoi aiutarmi in cucina?” prende fiato e dice: “ssssssssì!” E’ estremamente sensibile quindi se nel rispondere ad una sua richiesta usiamo un tono o solamente un’espressione del volto brusca o scostante, teme di sbagliare ed inizia a scusarsi: ci vuole talmente tanto a convincerla che non ha fatto nulla di male e va tutto bene, che stiamo imparando a risponderle sempre con il sorriso, così facciamo anche prima! Insomma Samantha, il nostro cammino insieme è appena cominciato e dobbiamo ancora imparare a conoscerci, speriamo di fare un buon tratto di strada assieme ma soprattutto speriamo che questo percorso possa farci del bene.mercoledì 25 gennaio 2017
i mercatini di natale
venerdì 13 gennaio 2017
giovani amici
Forse i vostri figli vi hanno parlato di nuovi amici del Centro: Stefano, Nabil, Bianca, che a diverso titolo ci vengono ogni tanto a trovare. Molti sono i giovani o giovanissimi che in questi anni hanno condiviso con noi un pezzettino più o meno lungo del cammino della loro vita: Sebastiano, Irene, Giada Nouj, Fabrizio, Fabio, Serena, Linda, Davide, Marta, Rebecca e certo sto dimenticando qualcuno. Le scuole o università, i servizi sociali o regionali ce li hanno affidati pensando che possiamo insegnare loro qualcosa. Come potete ben immaginare noi non cambiamo affatto il nostro modo di lavorare, certo non ci sediamo in cattedra per metterci a fare i maestri, semplicemente li accogliamo pensando che ciascuno di loro possa darci qualcosa, una mano in cucina o nell’orto, una canzone o un disegno, una carezza o uno sguardo. Noi a loro, non a parole ma con la quotidianità del nostro agire, cerchiamo di insegnare il rispetto della dignità umana, l’impegno della condivisione, lo sforzo per superare tante barriere. A volte ci riusciamo a volte un po’ meno ma i ragazzi possono toccare con mano la fatica di provarci e la soddisfazione quando ci riusciamo.
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| Nella foto qui sopra, con tutti i ragazzi e il fidanzato Daniele, Ilaria, quando è venuta a festeggiare la sua laurea con tutti noi. Ilaria ha fatto il tirocinio da noi quest’estate. |
lunedì 12 dicembre 2016
emozioni di una gita
Aspettativa, attesa gioiosa: incontri e discussioni cercando di disegnare i contorni per mettere i piedi per terra ad un sogno; cosa facciamo? Dove andiamo? Chi potrà venire? Successivamente si diventa positivamente operative con concretezza della programmazione: quando? Come? Come trovare un albergo adatto? Ci piaceva la soluzione degli appartamenti adottata la volta scorsa ma, nonostante l'impegno, non siamo riuscite. Ma non importa. Ripieghiamo sulle camere: siamo 6 operatori possiamo accompagnare 12 utenti, ecco ci servono 6 triple. Avremmo voluto partire il primo giovedì di ottobre ma nessuno degli alberghi idonei ha posto. Non importa, prendiamo quello che offrono.
Cerchiamo DISPERATAMENTE un bus con pedana ma l'unico trovato ci dà buca e non si può nemmeno dire non importa! Tenacemente insistiamo e finalmente troviamo una soluzione. Gli imprevisti non sono finiti: giovedì 20 ho un corso al quale non posso assolutamente rinunciare ma non importa io parto prima ho completa fiducia nelle colleghe, possono farcela anche senza di me anche se, ovviamente, mi dispiace moltissimo. Dove si pranza? In cooperativa! Tanto siamo da quelle parti. Le impiegate degli uffici amministrativi non vedono l'ora di conoscere i nostri ragazzi e noi di condividere con loro la NOSTRA cooperativa: qui è la commozione l'emozione prevalente.
Sono quasi le 19 quando, finalmente, mi unisco al gruppo. È quasi buio e stare lì sul pullman è rassicurante, anche se fame e stanchezza cominciano a fare capolino. La notte ci porta un po’ di apprensione ma non abbiamo certo programmato tutto questo per riposare … entusiasmo e attesa sono ancora nell'aria; abbiamo un'altra giornata da goderci tutti assieme. La visita all'acquario, un pranzo in compagnia; che clima conviviale e sereno! Sulla via del ritorno lo spauracchio di altri inconvenienti: la pedana del bus è alta e di complesso utilizzo, all'acquario non c'erano scivoli e gli ascensori erano piccoli: siamo pesantemente in ritardo! Un momento di apprensione perché sappiamo che la nave successiva non sarà attrezzata adeguatamente per le nostre necessità e quella dopo è troppo tardi per i nostri eroi ormai stanchi! Non importa: la disponibilità e le robuste braccia del personale della Moby Love ci consentono di salire e sbarcare: che sollievo trovare le famiglie in attesa. Ma l'emozione più grande è nella domanda che proprio all'ultimo minuto ci fanno i ragazzi: “dove andiamo la prossima volta?” Non c’è espressione migliore per dimostrarci la loro felicità, gratitudine e fiducia e per noi non può esistere gratificazione più grande.lunedì 17 ottobre 2016
i pranzi dell'orto 2016 - il n° 7
Reginette al pesto di cavolo nero: Per prima cosa occorre pulire il cavolo nero per privarlo delle costole dure e stufarlo per ammorbidirlo, poi, come qualsiasi altro pesto, si frulla con aglio, pinoli, mandorle e formaggio legando con olio extravergine di oliva. Dato che avevamo poco cavolo ho dovuto mettere anche della verza e delle melanzane fatte a tocchetti e saltate in padella. A parte abbiamo lavorato della ricotta con lo zafferano e, dopo aver cotto le reginette, abbiamo condito mettendo assieme le due salse, allungate con qualche cucchiaiata dell’acqua di cottura.
Il pranzo è stato poi completato da una super insalata preparata da Pina e Rita con questi ingredienti:
- Insalata mista in busta
- Olive nere
- Mais
- Pomodori dell’orto
- Carciofini sott’olio
- Noci
- Crostini di pane
- Striscioline di speck
- Formaggio a dadini (scamorza affumicata, asiago ed Emmental)
martedì 11 ottobre 2016
la "nostra" festa dell'unità
Anche quest’anno abbiamo potuto rinnovare quella che è ormai una tradizione per il nostro centro: siamo stati invitati a pranzo alla festa dell’unità. Quest’estate la manifestazione ha avuto luogo solamente per tre giorni, che fra l’altro coincidevano con un fine settimana, perciò abbiamo avuto l’onore di inaugurare la festa il venerdì 19 agosto. Per quell’occasione la cucina ha funzionato solo per noi-altri Centro di Casa del Duca e per i bambini provenienti dal Sahara occidentale, ospiti per un bel bagno e un pranzo in compagnia. Noi avremmo voluto invece abbinare l’uscita con una girata al mercatino ma il traffico caotico del periodo non ce lo ha permesso e ci siamo quindi limitati a goderci il fresco degli ombrosi giardini delle Ghiaie.mercoledì 28 settembre 2016
Mini cheesecake salati al salmone
Abbiamo preso le dosi da “giallo zafferano”, ma ovviamente abbiamo moltiplicato il tutto.
Ingredienti per la base
¨ Biscotti secchi salati 150 g
¨ Burro 70 g
Per la crema al salmone:
¨ Philadelphia
300 g
¨ Ricotta 250 g
¨ Salmone affumicato 160 g
¨ Colla di pesce 9 g
¨ Panna fresca liquida 150 ml
¨ sale q.b.
Per preparare la base salata abbiamo tritato nel mixer i crackers tipo tuc (che sono più golosi) poi li abbiamo mescolati con burro fuso, e qui viene il bello! Abbiamo dovuto rivestire con la base dei pirottini da muffin e per quelli grandi ancora ancora … ma quelli piccoli erano proprio noiosi, perciò ho dovuto chiedere collaborazione a destra e a manca e così, tutti insieme, ce l’abbiamo fatta e abbiamo preparato circa 120 basi che hanno riposato serene e tranquille in frigorifero. Il giorno dopo ci siamo date alla crema di formaggio e salmone. Abbiamo messo la colla di pesce ad ammorbidire in acqua fredda per 10 minuti, strizzata bene e sciolta in qualche cucchiaiata di panna calda e lasciata intiepidire. Poi abbiamo montato la panna fresca e unita ai formaggi, al salmone sbriciolato, alla colla di pesce e a punte di finocchietto selvatico tritato. E qui la nostra pazienza è stata di nuovo messa duramente alla prova perché il composto è appunto colloso ed è difficile convincerlo a rimanere sulla propria base, o addirittura si porta anche la base fuori dal pirottino. Prova che ti riprova prima con il sac-à-poche poi con cucchiaini e coltelli bagnati, alla fine ci siamo riusciti. Naturalmente devono riposare di nuovo in frigo anzi, visto che la ricetta ce lo consentiva, li abbiamo congelati negli appositi contenitori alimentari e li abbiamo scongelati solo al momento di servirli.
venerdì 23 settembre 2016
dal taccuino di Martina di luglio 2016
In questi ultimi tempi la Cooperativa di Vittorio ci ha convocato varie volte perché dovevano essere decisi dei cambiamenti dello statuto e noi soci siamo stati non solo - ovviamente - informati, ma anche chiamati a votare. La prima pre-assemblea informativa, a cui quasi tutti abbiamo partecipato, è stata fatta a Livorno; mentre le votazioni sono state a Massa e infine a Firenze. In queste 3 assemblee erano sempre presenti Maria Antonella Oronte, presidente della cooperativa e la vicepresidente Lorella Masini, che è anche il “riflesso” della nostra amica Lucia solo che si occupa della zona di Firenze e interno, mentre Lucia rappresenta la zona della costa. Durante questi tre incontri sono emerse delle difficoltà, causate da malcontenti di alcuni soci soprattutto della zona di Firenze. Non mi voglio dilungare su questo argomento perché voglio lasciare la parola ad Emanuela, che non parla martinese ma lo capisce e lo traduce.
Voglio invece mettere in evidenza che queste “due donnette” che vedete nella foto con Emanuela, cioè la presidente e la vice, furono così definite dopo che il Bongianni (il nostro precedente presidente) andò in pensione. Furono così definite - dicevo - da coloro che non credevano che due donne potessero essere a capo di una cooperativa così ampia (quasi 1500 persone). Gente, sappiate che sono sempre le donnette che portano avanti le cose e, con l’amore, rivoluzionano l'ingiustizia in giustizia.
Voglio invece mettere in evidenza che queste “due donnette” che vedete nella foto con Emanuela, cioè la presidente e la vice, furono così definite dopo che il Bongianni (il nostro precedente presidente) andò in pensione. Furono così definite - dicevo - da coloro che non credevano che due donne potessero essere a capo di una cooperativa così ampia (quasi 1500 persone). Gente, sappiate che sono sempre le donnette che portano avanti le cose e, con l’amore, rivoluzionano l'ingiustizia in giustizia.
Antonella Oronte è quella vicino a me al centro della foto e, come potete capire dalle facce stupite e divertite di Antonella Garganese e Loretta Masini, non aveva alcuna intenzione di farsi fotografare ma noi non potevamo certo mancare l’occasione per informare voi famiglie e il mio abbraccio era davvero sincero. Come ha descritto Martina il momento era veramente importante per la nostra cooperativa quindi, anche noi che rappresentiamo un po’ la periferia dei servizi, abbiamo partecipato quasi al completo. Come sempre da quaggiù bisogna tener conto dei tempi della nave, oltre che la strada che abbiamo, quando possibile, condiviso con altri soci del sud della Toscana. Questo ci ha fornito l’occasione di conoscere nuovi soci, di condividere pensieri e preoccupazioni anche se ci ha occupato il pomeriggio o il sabato. Comunque fra le modifiche approvate dello statuto c’è quella di attribuire valore legale alle pre-assemblee territoriali quindi, al prossimo giro, ci basterà arrivare a Campiglia e l’esito delle votazioni è stato positivo con l’approvazione del bilancio e la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione. La nostra presidente rimane Antonella Oronte e la vice Lorella Masini, il consigliere delegato della zona Val di Cornia - Elba è Antonella Garganese. Insomma … viva le donnette!
giovedì 15 settembre 2016
care famiglie ...
… Chissà se qualcuno si è accorto della mia assenza nel numero scorso, comunque vi voglio rassicurare: c’ero; ero al lavoro come al solito solo un po’ più indaffarata. Giugno è stato un mese importante per la nostra cooperativa: il 6 abbiamo avuto un’assemblea straordinaria per alcune modifiche allo statuto e a seguire sono subito iniziati gli incontri preparativi per l’assemblea di bilancio con il rinnovo delle cariche sociali del 9 luglio. Colgo l’occasione per ricordarvi il sito della Di Vittorio www.divittorio.it dal quale potete seguire, se vi fa piacere, i nostri servizi, le news, il codice etico eccetera eccetera, insomma capire chi siamo (anche al di là di questo Centro), cosa facciamo e come lavoriamo. Questi impegni da un lato hanno occupato parte del nostro tempo libero ma dall’altro sono stati preziosi per rinfrescare in noi i valori cooperativistici ed una buona occasione per ritrovarci. Oltre ad incontri come socia ho avuto corsi di formazione e riunioni sia con i miei responsabili che con la usl. Inoltre c’era da organizzare un altro lavoro: nei mesi di luglio ed agosto dobbiamo occuparci anche di sostegno a minori disabili che frequentano i campi solari e, come si può facilmente intuire, io sento particolarmente la responsabilità di questo servizio, ce la metto tutta per trovare gli operatori giusti che possano garantire a queste famiglie, che spesso conosco solo all’ultimo momento, serenità e sicurezza. Quest’anno poi le richieste sono state davvero tante, in diversi campi solari, rendendo necessaria l’assunzione di ben 7 educatori. Insomma non voglio certo dire di aver trascurato i ragazzi (le mie colleghe dicono che ho le antenne sempre all’erta) ma forse un po’ voi famiglie e il giornalino, tanto da costringere la nostra redattrice ad invertire le ricette del pranzo di primavera. Sono qui a cercare di rimediare, e per il futuro contate sulla mia presenza: vi terrò aggiornati!mercoledì 29 giugno 2016
il nostro grazie alla Capitaneria
martedì 17 maggio 2016
figli
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