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giovedì 28 giugno 2018

Panelle


Ingredienti:
  • farina di ceci 500 gr 
  • acqua 1,5 lt
  • sale 1 cucchiaino raso
  • pepe q.b.
  • prezzemolo tritato q.b. 
  • olio semi di girasole per friggere 
Procedimento:
In una casseruola diluite la farina di ceci e un pizzico di sale con l’acqua versata a filo. Ponete sul fuoco a fiamma media e, sempre mescolando, cuocete fino a quando la pasta si stacca dalle pareti del recipiente. Prima di ritirare la casseruola regolate il sale, aggiungete il prezzemolo e un’abbondante presa di pepe, amalgamate il tutto con cura. Spennellate d’olio il piano di lavoro, versatevi l’impasto allo spessore di 1-2 centimetri, lasciate raffreddare, poi tagliate a rettangoli oppure a rombi o a quadratini e friggetene un po’ alla volta in olio ben caldo. Quando le panelle saranno dorate, sgocciolatele e asciugatele su carta assorbente da cucina. Servitele calde con gli aperitivi. 

Cari lettori, vi dico solo che queste panelle sono proprio state un successo… non solo li hanno magiati tutti i nostri ragazzi, ma anche i familiari degli operatori!!! Tranquilli che al più presto vi faccio un'altra ricetta siciliana! 
Peppa 

giovedì 14 giugno 2018

Primo piano su ... Samantha


La nostra Samantha al centro ha un compito molto importante, lei infatti durante il pranzo sparecchia e differenzia piatti, bicchieri, posate, tovaglioli e avanzi di cibo. Un compito per lei moto importante ed indispensabile per noi! Samantha è sempre pronta, guarda tutti e nel momento in cui finiscono di mangiare immediatamente toglie piatti. Ogni tanto anche in anticipo. Che dire Grazie Samantha!




 

lunedì 21 maggio 2018

L’antipasto di Mamma Enza


Mia mamma mi ha lasciato in eredità una ricetta che lei faceva sempre, infatti non ha un nome, è una sua invenzione. Comprate un vasetto di giardiniera, un vasetto di maionese, pancarré senza crosta, prosciutto cotto, tonno. Sgocciolate e tagliate a piccoli pezzettini la giardiniera, unite in una ciotola maionese e tonno - anche esso sgocciolato - rivestite la teglia di prosciutto cotto e pancarré, mettete dentro l’intruglio precedentemente fatto, ricoprite con pancarré e finite di rivestire con prosciutto cotto. Mettete in frigo, il giorno dopo capovolgete la teglia e decorate a piacere la torta! Se non sono stata chiara, ordinate pure che la prepariamo ad un costo modico! 
Peppa


martedì 10 aprile 2018

allerta meteo

Cosa è successo di strano questo mese? Due allerta meteo!!! Eventi che per noi elbani sono stati eccezionali, infatti, l’Elba si è fermata! Scuole chiuse, centro chiuso. L’isola a mio vedere, sembrava un pandoro spolverato di zucchero a velo! Il prossimo anno ci attrezzeremo con gatto delle nevi e spargisale, così ci godremo tutti assieme la neve! 

P.S. i giorni del 26 febbraio, e del 1 marzo verranno recuperati dalle chiusure che sono state programmate precedentemente.

Peppa

giovedì 22 febbraio 2018

chiusura inaspettata!

Il 17 gennaio come ogni giorno lavorativo arrivo al centro, questo giorno era molto ventoso, la notte non sono riuscita a dormire per il rumore delle raffiche. Comunque ritornando al discorso di prima, sono arrivata e mi sono fatta il giro della struttura per controllare che non fosse volato nulla. Mi accerto. E' tutto ok! Apro la porta, arriva Annalisa e le altre colleghe. Ci sediamo mentre si prepara la colazione e aspettiamo che arrivino tutti. Martina, l’educatrice alta, si alza come ogni mattina per accogliere i ragazzi. Tutto succede in una frazione di momento: apertura della porta d’ingresso, folata di vento, tetto che volta, porte finestre che esplodono … ho fatto un balzo dalla sedia assieme alle mie colleghe, che prontamente hanno messo in sicurezza i ragazzi. Io urlo: "Panichi fuori!" Ma lei giustamente voleva e doveva controllare ... In poco tempo tutti andati via. Tanta paura! Alla fine Eolo non ha provocato tantissimo danno; solo due giorni di chiusura e stavolta il tetto riparato in tempo record!
Peppa








lunedì 22 gennaio 2018

... a Peppa!

Al mio capo ho dato un prototipo del giornalino che ho ricevuto in eredità dalla detta “Pina” Barbara, l'educatore che mi ha, con la sua scelta, permesso di poter conoscere questa famiglia … perché famiglia e non lavoro? Perché nonostante la professionalità riscontrata al centro e le competenze che ogni operatore ha, dal primo giorno anche se pensavo che dopo quattro mesi sarei dovuta andare via, ho trovato delle persone che mi hanno fatto sentire a casa … Scusate, torno all'inizio, allora, Emanuela mi dice: “bene! Ma manca il tuo articolo” e io: “Ah sì, vero, senti capo, quando ho l'ispirazione lo scrivo!” Beh è arrivato il momento, parlare di ognuna di loro … ho letto quello che per me hanno scritto e ogni volta mi sono emozionata, ho avuto tante esperienze lavorative, perché mi spostavo continuamente, ma lavorare a Casa del Duca non è solo lavorare e anche ricevere, prendere, appropriarsi di un pezzettino di cuore di ognuno di loro colleghe e ragazzi! Dovrei scrivere di ognuno di loro ma non voglio, perché? Perché loro sanno quanto io sto bene con tutte le mie colleghe … Anna con la sua apparente “tu non mi tocchi” invece dentro il suo cuore secondo me ha tanto da dare e anche io voglio darle. Maria … un vulcano, ho tanto da imparare da lei, “la tuttologa”, come la chiama il mio Manfredi, beh, il prezzemolo della situazione. Rosi … che mi chiama Peppa Pig … le rompo sempre le scatole ma lei con pazienza mi risponde e mi aiuta. Martina … “Stella Marina” la mia collega alta, entrata nel mio cuore, io penso che ancora devo scavare … Passiamo alla Veludo ... in questo momento mi sento come il cappello parlante di Harry Potter: analizza, inserisci ... Sono strana, sì è vero, ma come dice Martina chi è “normale” non può lavorare con noi. Basta dilungarci, quello che penso di Emanuela non penso, vedo. Vedo che mi ha dato fiducia come ogni mamma dà ai propri figli e io la sua fiducia non la voglio tradire. Grazie per avermi fatto conoscere questa realtà e spero di poter crescere ogni giorno con voi ma non solo io perché Casa del Duca ha aperto le porte al mio Manfredi e a mio marito Stefano che non perdono occasione per essere con noi. Basta, altrimenti vi faccio piangere. Allora buon lavoro a me!


PS: capo, pian piano imparerò … forse!