Veronica è una bellissima ragazza di Portoferraio, frequenta il Centro dallo scorso anno. Il suo sorriso coinvolge tutti, non perde occasione per stuzzicare chiunque sia presente, è molto atletica e quando non è presente al centro la sua assenza si sente!
giornalino d'informazione di fatti, cose, persone speciali del Centro di Casa del Duca
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venerdì 19 ottobre 2018
lunedì 17 settembre 2018
primo piano su ... Alberto
Alberto frequenta il Centro da 4 anni. È una persona molto disponibile, accetta qualsiasi consiglio che gli viene dato, ed aiuta volentieri i suoi compagni nelle varie attività giornaliere. È molto affezionato a Rita, a Sofì ed è molto amico di Emanuele. Aiuta nell’apparecchiare i tavoli. Ogni tanto però anche lui ha bisogno di complimenti, specie quando indossa qualcosa di nuovo. Noi di Alberto siamo molto contenti. È proprio una bella persona!
Peppa
martedì 7 agosto 2018
Gita a Firenze secondo la Marti
Il sistema numerico binario è un sistema numerico posizionale in base 2. Esso utilizza solo due simboli, di solito indicato con 0 e 1, invece delle dieci cifre usate dal sistema numerico decimale. Ognuno dei numeri espressi nel sistema numerico binario è definito “numero binario”. No, non è una lezione di matematica, ma siccome non sapevo come iniziare il mio argomento sul giornalino, mi sono venute in mente reminescenze scolastiche … sistema numerico binario con due simboli 0 e 1 come il risultato calcistico della partita del 13 maggio a Firenze, Fiorentina-Cagliari. Ma a noi non è importato il risultato, mi sento come Pinocchio, tanto per continuare la storia del Centro fuori Elba, che si è recato anche a Collodi! Eravamo tutti emozionati ed eccitati di entrare in uno stadio vero, a vedere una squadra di serie A! Io sono viola da sempre. In realtà non è vero: da piccina piccina, contagiata dalle mie cugine più grandi, mi candidavo a tifare o la Juve, quando ero con la cugi Roberta, innamorata di Zoff (tanto che per tutti i novanta minuti se lo guardava con il binocolo) o se ero con la cugi Valentina ero dell’Inter, con il suo Altobelli detto Spillo … Poi mi sono rinsavita! Dunque. Ho iniziato l’articolo con il risultato finale ma ora vi racconto il mio punto di vista a partire dalle ore 07.40 del 13 maggio 2018 davanti al porto di Portoferraio! Quest’anno per la cronaca avevamo ragazze nuove; Sophietou, Veronica e Samantha. Per noi è stato fonte di orgoglio constatare che questi nuovi genitori ci avessero affidato le loro figlie così, e non era assolutamente pretesto di preoccupazione. Per noi metterci in gioco è sempre una grande opportunità di apprendimento. In effetti poi, guardando nelle valigie delle ragazze che avevo sotto il mio controllo, ho avuto un attimo di dubbio che non fossimo state chiare con i familiari nel dire che stavamo fuori Elba 2 giorni e una sola notte in albergo, perché avevano 10 paia di calzini, 8 paia di mutande, 5 magliette, 2 paia di pantaloni … Era forse un messaggio subliminale? Perché così pochi giorni? Potrei inserirci le faccine sorridenti e felici a questa constatazione! Avevamo fatto una programmazione ovviamente, perché ogni nostra iniziativa lavorativa all’interno del Centro ha come dei “fogli scritti” di come dovrà andare quell’attività programmata, per poi verificare di come è andata nella realtà. martedì 19 giugno 2018
primo piano su ... Eliana
Conoscete tutti Eliana, è una delle veterane del centro che giornalmente ci fa compagnia con la sua presenza. Viene chiamata “Contessa” da molti anni perché durante delle sedute riabilitative, un terapista ha iniziato a chiamarla con questo soprannome che lei gradì molto: da allora anche per noi è La Contessa. Al centro le sono tutti amici e le vogliono bene, per la grande dolcezza e fragilità che Eliana dimostra, anche i compagni hanno un atteggiamento protettivo nei suoi confronti e se ne prendono cura.
giovedì 14 giugno 2018
Primo piano su ... Samantha
La nostra Samantha al centro ha un compito molto importante, lei infatti durante il pranzo sparecchia e differenzia piatti, bicchieri, posate, tovaglioli e avanzi di cibo. Un compito per lei moto importante ed indispensabile per noi! Samantha è sempre pronta, guarda tutti e nel momento in cui finiscono di mangiare immediatamente toglie piatti. Ogni tanto anche in anticipo. Che dire Grazie Samantha!
lunedì 11 giugno 2018
vi facciamo conoscere tutti!
Eccoci qua! Da quando abbiamo ripresa la puntuale pubblicazione del giornalino, e la successiva messa in rete degli articoli, abbiamo anche ripreso i contatti con il nostro fans club. In ogni numero cerchiamo di raccontare quello che è successo qui al centro in quel mese: le attività svolte, gli incontri o eventi particolari, le feste e quant’altro. Il nostro obiettivo è far entrare a Casa del Duca parte del mondo esterno (almeno quelli che ci seguono assiduamente): far sentire tutti partecipi di quanto accade è un modo per incorporare, di portare dentro quello che è fuori. Ho cercato di spiegare, anche in altre occasioni, che l’obiettivo verso cui si orienta il lavoro di un centro per disabili è sì far sentire tutti gli utenti parte della comunità in cui vivono ma, contemporaneamente, questo agire va ad incidere anche su quella stessa comunità, in qualche misura educandola all’accoglienza. Noi abbiamo pensato che i mezzi informatici, facebook e blog, possano esserci d’aiuto nel perseguire questo fine comune. Come sapete questo giornalino, dopo essere stato consegnato in forma cartacea alle famiglie viene pubblicato sul blog, dove i lettori diventano molti di più e quello che facciamo acquista maggiore visibilità. Tutto questo riguarda in generale il lavoro del centro ma è ovvio (e più che logico) che ciascuna famiglia sfogli il giornalino in maniera diversa, per vedere ritratto in qualche articolo il proprio congiunto. Noi prima della pubblicazione controlliamo che ognuno abbia almeno una foto, ma certo le misure del giornalino sono quelle che sono e, dobbiamo riconoscere, a volte ci vorrebbe una lente di ingrandimento per riconoscere i ragazzi! Va un po’ meglio nel blog, ma non tutti hanno l’occasione di visitarlo, ecco perché abbiamo pensato di accendere un riflettore su ciascuno di loro e presentarli in primo piano. Dedicheremo una pagina ciascuno, saranno introdotti giusto da due righe di presentazione che non possono, e non vogliono, certo esaurire quello che quella persona fa all’interno del centro, e tantomeno la gamma di attività a cui partecipa o che gli sono gradite. Vogliamo solo caratterizzare ciascuno con due battute sulle particolarità che notiamo di più, e pubblicare qualche foto in cui si vede bene! Per non far torto a nessuno seguiremo un ordine rigorosamente alfabetico e in ciascun numero troveranno spazio uno, due o tre utenti a seconda delle pagine disponibili.
lunedì 19 marzo 2018
a volte ritornano
Forse i vostri figli vi avranno riferito che, da qualche tempo, Barbara Grasso torna spesso a trovarci e lei non è una vecchia amica, no è proprio una di famiglia! Lascerò che lei stessa ve ne fornisca la spiegazione, da parte mia esprimo tutto il piacere di poter riavere qui al centro il suo prezioso contributo e, personalmente, di poter tornare ai nostri momenti di scambio: quei confronti sono un’importante occasione di riflessione sul mio operare di cui, sinceramente, sentivo la mancanza.
Emanuela
Amici, famiglie, lettori vari ... io ve lo avevo detto che il mio non sarebbe stato un addio, chi è NoiAltri lo è per sempre ed io ... lo sono, ecco perché sono ancora una volta qui con le dita sulla tastiera a scrivere. La scelta di proseguire nella collaborazione con il Centro è stata dapprima condivisa con le operatrici e poi, ovviamente, c'è stato bisogno di un'ufficializzazione, cioè di un progetto vero e proprio da sottoporre all'attenzione dei grandi capi della Di Vittorio. Purtroppo si sa che le nozze coi fichi secchi non si possono fare; il budget economico per la gestione del servizio è ben preciso ed è per questo che il mio rientro è stato possibile alternandomi con Vincenzo: un giovedì si canta mentre l'altro si sta con Pina. Di questo sono parecchio dispiaciuta e spero con tutto il cuore che le cose in futuro possano cambiare. Nella nostra consueta ottica di trasparenza vi copiamo di seguito il progetto che, dal mese di febbraio, mi vede ancora legata "ufficialmente" al Centro. YEEEEEEE!!! SONO TROPPO FELICE!!!mercoledì 14 marzo 2018
Ben arrivata Sophie
Eccomi a presentarvi una nuova amica: si chiama Gadiaga Sophietou (si legge Sofitù), ma ci permette di chiamarla Sofì, come agli amici: è con noi dalla metà di gennaio ma la sua presenza è già preziosa per tutti. Sofì, infatti, è una giovane donna di 22 anni estremamente gentile e disponibile, anzi la sua peculiarità è proprio quella di voler aiutare gli altri. Questo la rende preoccupata e triste se vede qualcuno soffrire, soprattutto se ci vede impotenti a risolvere il problema di quella persona. Cerca, in ogni occasione, di offrire il suo aiuto e per questo motivo non riuscivamo a trovarle il giusto posto a tavola: infatti le nostre prime donne e principesse approfittavano di tanta generosità e le chiedevano di fare cose che potevano benissimo fare da sole, come tagliare il cibo o, addirittura, farsi imboccare. Sofì, generosamente, dava soddisfazione ad ogni richiesta, cosa che poteva però invalidare i percorsi di autonomia intrapresi, e così era costretta a cercare un nuovo posto a tavola. Naturalmente è andata a finire dove il suo aiuto è necessario e ben accetto! La sua collaborazione non si limita al pasto ma investe tutte le attività del centro: va volentieri all’esterno con altri ragazzi per dedicarsi alle attività nei negozi e supermercati, scrive al computer, taglia, incolla, cucina insomma è sempre disponibile se un’operatrice la chiama chiedendole una mano. Non pensiate però che questa generosità la renda sottomessa, anzi! I soprusi e la prepotenza la disturbano come la sofferenza ma, anziché rattristarla, suscitano in lei una reazione di intolleranza che mette rapidamente al suo posto il malcapitato prepotente. Ha stretto subito amicizia con molti ragazzi, in particolare con Alberto, con il quale condivide il percorso casa-centro e con Raffaele, che ha già nominato suo fidanzato. Oltre che gentile è educata ed attenta insomma, come capite da queste poche righe, siamo già tutti innamorati di lei!
Ben arrivata Sofitù speriamo di passare insieme un tempo buono e ricco di esperienze ed emozioni
giovedì 15 febbraio 2018
il compleanno della Di Vittorio
Il mese di dicembre si è aperto con un evento che interessa il Centro non direttamente ma di riflesso: il 40° compleanno della nostra cooperativa, la Di Vittorio. Ve lo racconto perché in questi anni vi ho parlato spesso di noi, di persone che controllano e indirizzano il nostro lavoro, anche in questo Centro. Qualcuno lo conoscete perché interviene alle nostre feste, altri li sentite al telefono per problemi diversi. I famigliari che hanno condiviso con noi la gita a Genova hanno fatto tappa alla sede di Massa, visitato gli uffici e conosciuto molto di quel mondo che non si vede nell’agire quotidiano ma che è indispensabile al nostro operare. Negli anni scorsi ho cercato spesso, con vari articoli su questo giornalino, di spiegare come il lavoro che gli operatori svolgono frontalmente con i vostri congiunti non è casuale o spontaneo ma è strettamente regolato a partire dalla progettazione e passando per l’amministrazione, la sicurezza, la qualità. L’invito alla festa era ovviamente rivolto a tutti gli operatori ma, purtroppo, dall’Elba non è potuto intervenire nessuno, infatti l’evento era organizzato per il giorno 2 dicembre e gli operatori del Centro erano impegnati a preparare il mercatino di S. Ilario per il giorno successivo. Avrebbero avuto piacere di intervenire Chiara e Patrizia ma le previsioni meteo le hanno scoraggiate perché prevedevano (come per la maggior parte dei giorni in questo mese) mari molto mossi. Ovviamente io non mi sono lasciata scoraggiare forte della mia filosofia: se le navi possono partire, partono e (di solito) arrivano, se le condizioni non sono sicure, semplicemente, non partono!
lunedì 12 febbraio 2018
Ben arrivata Veronica
E così il Centro si rinnova! Stiamo vivendo un periodo molto positivo perché è vero che abbiamo perso - spero momentaneamente - la compagnia di Massimo, ma abbiamo acquistato un ricambio generazionale molto vivace. La personcina in questione si chiama Veronica, una bella ragazza di Portoferraio che con la sua vivacità e la sua voce ci rende le giornate molto allegre. Ama molto cantare ed ascoltare una moltitudine di canzoni nuove e vecchie, comprese quelle dello Zecchino d’Oro. È molto compagnona e la mattina quando arriva ci saluta tutti con un festoso buongiorno e poi riferendosi a Martina Panichi le dice: "io sono figlia unica e amo Lorenzo!"
Ciao Veronica … piccola principessa del Centro; allegria, baci, coccole e carezze non ne mancano! Sentirsi chiamare 10.000 volte nemmeno! Posso solo sperare che questo percorso assieme a noi operatori del Centro sia qualcosa di allegro e formativo per tutti.
Peppa
lunedì 22 gennaio 2018
... a Peppa!
Al mio capo ho dato un prototipo del giornalino che ho ricevuto in eredità dalla detta “Pina” Barbara, l'educatore che mi ha, con la sua scelta, permesso di poter conoscere questa famiglia … perché famiglia e non lavoro? Perché nonostante la professionalità riscontrata al centro e le competenze che ogni operatore ha, dal primo giorno anche se pensavo che dopo quattro mesi sarei dovuta andare via, ho trovato delle persone che mi hanno fatto sentire a casa … Scusate, torno all'inizio, allora, Emanuela mi dice: “bene! Ma manca il tuo articolo” e io: “Ah sì, vero, senti capo, quando ho l'ispirazione lo scrivo!” Beh è arrivato il momento, parlare di ognuna di loro … ho letto quello che per me hanno scritto e ogni volta mi sono emozionata, ho avuto tante esperienze lavorative, perché mi spostavo continuamente, ma lavorare a Casa del Duca non è solo lavorare e anche ricevere, prendere, appropriarsi di un pezzettino di cuore di ognuno di loro colleghe e ragazzi! Dovrei scrivere di ognuno di loro ma non voglio, perché? Perché loro sanno quanto io sto bene con tutte le mie colleghe … Anna con la sua apparente “tu non mi tocchi” invece dentro il suo cuore secondo me ha tanto da dare e anche io voglio darle. Maria … un vulcano, ho tanto da imparare da lei, “la tuttologa”, come la chiama il mio Manfredi, beh, il prezzemolo della situazione. Rosi … che mi chiama Peppa Pig … le rompo sempre le scatole ma lei con pazienza mi risponde e mi aiuta. Martina … “Stella Marina” la mia collega alta, entrata nel mio cuore, io penso che ancora devo scavare … Passiamo alla Veludo ... in questo momento mi sento come il cappello parlante di Harry Potter: analizza, inserisci ... Sono strana, sì è vero, ma come dice Martina chi è “normale” non può lavorare con noi. Basta dilungarci, quello che penso di Emanuela non penso, vedo. Vedo che mi ha dato fiducia come ogni mamma dà ai propri figli e io la sua fiducia non la voglio tradire. Grazie per avermi fatto conoscere questa realtà e spero di poter crescere ogni giorno con voi ma non solo io perché Casa del Duca ha aperto le porte al mio Manfredi e a mio marito Stefano che non perdono occasione per essere con noi. Basta, altrimenti vi faccio piangere. Allora buon lavoro a me!
PS: capo, pian piano imparerò … forse!
venerdì 19 gennaio 2018
il passaggio del testimone: da Barbara-Pina ...
Amici, famiglie, lettori vari ... sono la "vostra" Barbara, detta Pina e sono orgogliosamente un'educatrice professionale. Oggi sono qui per raccontarvi qualcosa che forse non sapete ancora. Non ho scelto io di diventare un'educatrice, i miei piani erano altri. Quando è arrivato il momento di scegliere la facoltà universitaria mi sono addirittura iscritta ad economia e commercio. Nelle mie fantasie di diciannovenne pensavo di poter diventare un'esperta di marketing o di economia riuscendo così in futuro ad amministrare nel miglior modo le attività di famiglia. Ma il mio destino universitario ha presto conosciuto una svolta e dopo un anno di lezioni di economia e statistica e 2 esami ho finalmente realizzato che quella roba non mi interessava affatto.
venerdì 12 gennaio 2018
si ricomincia! (tratto dal giornalino di ottobre 2017)

Persino i veri sportivi, quando per qualche motivo si allontanano dalla loro abituale occupazione, devono rimettersi gradualmente in sesto. Credo che anche noi abbiamo bisogno di un po’ di riscaldamento per ripartire e questo vuole essere un esercizio di preparazione, perdonateci se una volta facevamo di meglio! Questi mesi di assenza del giornalino non sono certo trascorsi inattivi e, giustamente, Peppa (o Giuseppina come la chiamo io) insiste a partire perché ci tiene a comunicare a voi famiglie, almeno con alcune immagini, un riassunto di quanto abbiamo fatto. Tanta buona volontà mi riempie il cuore perché dimostra che la nostra nuova educatrice ha colto uno degli obbiettivi fondamentali del giornalino: essere strumento di comunicazione vivace e fruibile tra gli operatori e le famiglie. Ma torniamo un po’ indietro, dove eravamo rimasti con le puntate precedenti? La nostra capo redattrice Barbara era entrata in aspettativa e ci ha salutato con il suo editoriale dello scorso marzo, in aprile e parte di maggio è stata con noi Alessia Rigacci che ha condotto un laboratorio di hip hop e un’attività sulle emozioni. Il suo laboratorio ci ha fatto conoscere un mondo nuovo colorato da graffiti e raccontato dal rap, dal suo modo di guardarci è nato il video con la canzone che vi abbiamo presentato al pranzo di primavera che ha colto con la musica le caratteristiche di ciascuno, coinvolgendoci ed emozionandoci. Il contratto di Alessia era legato ad un servizio scolastico che non è stato riacquisito dalla nostra cooperativa, quindi dalla metà di maggio è andata a lavorare con un’altra cooperativa.
mercoledì 5 aprile 2017
puntualizzando ancora ...
Vorrei fare un attimo il punto sui ragazzi che hanno frequentato o frequenteranno il Centro in questo periodo. Come abbiamo spiegato ai genitori presenti alla riunione di febbraio, l’azienda usl ha firmato con l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “R. Foresi” una convenzione di alternanza scuola lavoro, mettendo a disposizione, insieme ad altre sue strutture, il nostro Centro. L’istituto Foresi comprende i licei classico, scientifico e pedagogico, la scuola alberghiera e l’istituto professionale e, come avete visto sui giornali, tutti gli studenti hanno svolto questo tipo di attività nei settori più disparati sia pubblici che privati. Parallela a questa esperienza c’è l’inserimento di ragazzi con provvedimento disciplinare di sospensione scolastica e obbligo di frequenza in strutture diverse. Una prima preoccupazione dei genitori presenti a quella riunione è stata: chi se ne occupa? La risposta che Maria vi ha fornito con i suoi articoli (del numero scorso del giornalino e quello qui di seguito) mi sembra evidente: non viene sottratta al Centro alcuna risorsa, anzi la presenza di questi giovani deve essere un arricchimento, una mano, un aiutino. Non ci è assolutamente mai successo che queste presenze abbiano causato difficoltà: nessuno (che ci sia venuto per scelta propria o che ce l’abbiamo spedito) ha MAI avuto atteggiamenti ostili o provocatori o di superiorità; nessuno si è mai presentato in tempi diversi dagli orari concordati; nessuno è venuto vestito in modo non adeguato. Tutti si sono resi disponibili e hanno collaborato, certo con le differenze individuali di apertura e cordialità, ognuno ha il suo carattere e le proprie modalità di rapportarsi agli altri. Insomma non abbiamo mai avuto alcuna difficoltà e, se questa dovesse verificarsi, avremmo comunque la possibilità di interrompere l’esperienza e dare un giudizio negativo che, ripeto, fino ad oggi non si è mai verificato. Certo pitturando un muro, girando una marmellata o pulendo un orto si raccolgono confidenze e spesso ho sentito anche delle belle prediche fatte a questi giovani dai miei operatori ma, forse perché sono fatte in un contesto diverso da quello gerarchico, non ho mai visto reazioni di insofferenza e spero che, almeno qualche volta, queste parole abbiano innescato nei ragazzi delle riflessioni. Ma la domanda dei famigliari è soprattutto: “cosa ne viene a mio figlio?” Per noi il rapporto con le scuole è un fondamentale momento di apertura e occasione di farci conoscere. Questi ragazzi una volta rientrati a scuola o nella propria famiglia parleranno di noi, amplificheranno e divulgheranno il senso di apertura del nostro Centro che è sì portare “fuori” i nostri ospiti, ma anche portare “dentro” la comunità circostante, renderci utili, non essere solo un peso. E siamo talmente sicure del nostro operare, che non potranno che parlarne bene. Certo, nel paragone del Centro ad una famiglia allargata, questi ragazzi non sono gli amici del cuore (come le musico-terapiste e i mastri di musica o ballo) sono come vicini di casa, compagni di un viaggio, insomma conoscenze occasionali con cui scambiare qualche frase; ma anche queste conoscenze possono arricchire la nostra vita di relazione. Crediamo insomma che la usl con queste convenzioni ci abbia fornito una bella opportunità, che, come cerchiamo sempre di fare, intendiamo cogliere al massimo. lunedì 3 aprile 2017
marzo 2017
Care famiglie, amici … un editoriale che non credevo di dover scrivere e invece mi tocca: alcune questioni familiari che non avevo previsto mi hanno fatto decidere di prendere un periodo di aspettativa dal lavoro. Ancora non so quanto tempo mi servirà, ma vi assicuro che è assolutamente mia intenzione tornare. Tutto ciò che riguarda le attività che ho curato finora - soprattutto facebook e il giornalino - vengono messe in pausa insieme a me, per le motivazioni che Emanuela stessa vi racconterà qui di seguito. Avete presente quando spengete la televisione dal telecomando invece che dall’interruttore? Rimane sempre una lucina rossa accesa … e nell’attesa che torni il verde mi scuso non solo con voi, famiglie e altri lettori, per il disagio; ma anche con le mie colleghe che ringrazio veramente di cuore per la comprensione e la sensibilità che mi hanno immediatamente dimostrato. Un abbraccio
Barbara
Una puntualizzazione si rende necessaria riguardo la momentanea sospensione delle pubblicazioni su facebook e del giornalino durante il periodo di aspettativa richiesto da Barbara. Da quando ricopro il ruolo di responsabile di commessa in questo Centro ho orientato il mio lavoro cercando di attribuire responsabilità facilmente individuabili in ogni momento della giornata o attività, dalla sorveglianza dei ragazzi allo sporzionamento del pasto. Certo le responsabilità si possono condividere o delegare, ma solo se prima sono chiaramente attribuite ad un soggetto che consapevolmente le delega. In questo caso la responsabilità di questi strumenti è della nostra Barbara che certo ha l'aiuto di tutti gli operatori del Centro e la mia supervisione costante ma, proprio per la loro importanza, non credo che possano essere lasciati alla buona volontà di chi capita. Non dico che Pina “è” il Centro e gli altri operatori non contano, anzi voglio dire proprio il contrario: dico che ognuno ha responsabilità precise già attribuite che cura con il massimo sforzo. Le ausiliarie hanno attività esterne che sono essenziali per fare di questo Centro quello che è, inoltre curano attività che si addicono in particolare a ciascuna di loro: cucito, giardinaggio, decorazioni. Oltre a ciò, naturalmente, ci sono le incombenze legate al ruolo: cambi, sporzionamento, igieni ecc. Martina ha l'occhio sul Centro, la sorveglianza dell'andamento in generale e il contenimento delle persone più in difficoltà in particolare e inoltre ha tutta la parte della modulistica e della qualità. Veramente non vedo spazi per aggiungere niente altro. Curare facebook e il giornalino non sono semplici attività, sono il veicolo con cui portiamo all'esterno l'immagine del nostro lavoro qui al Centro. Il redattore non si limita a raccogliere il materiale (che pure è essenziale perché se non c'è non esiste giornale) ma lo imposta e lo struttura in modo che da lì esca un'immagine ben precisa. Credo che i redattori migliori diano spazio anche a giornalisti che la pensano in modo diverso da loro ma, alla fine, comunque esce da quel giornale la loro impronta. Per questo non credo che una persona nuova possa immediatamente farsi carico di questo ruolo: “il Centro” non è un'entità a sé stante, siamo noi, il nostro modo di lavorare e di metterci in gioco, un'operatrice nuova necessariamente non può avere la visione d'insieme e la capacità di equilibrio di Barbara. Lei è cresciuta con il Centro, come del resto tutti noi ma quando ha iniziato non si era certo presa questa responsabilità né questo Centro era com'è diventato adesso. Per questo preferiamo prenderci una pausa per valutare se è possibile attribuire questo ruolo a qualcun altro, ma dobbiamo essere sicure nel farlo, oppure aspettare il rientro della nostra Pina.
Emanuela
| 9 marzo - Emanuele - 45 |
e poi ...
lunedì 20 marzo 2017
la mia settimana al Centro
Alessia.
venerdì 17 marzo 2017
Samantha
Con Samantha è stato amore a prima vista! E’ passata qui dal Centro con la sua mamma per informarsi su un altro servizio gestito dalla nostra cooperativa ed è rimasta affascinata, voleva rimanere subito con questi nuovi amici. Anche lei ci ha incantato con la sua tenerezza e la dolcezza con cui si approccia, ma ovviamente abbiamo dovuto spiegarle che ci sono regole da rispettare e autorizzazioni da chiedere ma che, se voleva rimanere con noi, ci saremmo messe subito al lavoro. Gli incontri successivi ci hanno raccontato di Samantha una storia difficile che ci ha coinvolto e ci ha avvicinato anche di più. Così da febbraio è qui con noi due volte a settimana, il lunedì e il mercoledì, anche se già ha chiesto di frequentare più giorni. Come avete visto alla festa di carnevale le piace cantare, quindi speriamo di averla al più presto con noi anche il giovedì. Mi chiama direttrice, ma anche Lisanna lo faceva, non credo sia per prendermi in giro né per rispetto (Lisanna ora mi manda serenamente a quel paese) forse è più facile da ricordare o c’è bisogno di qualcuno che ricopra questo ruolo: a me fa ridere perché da bambina vedevo il giornalino di Gian Burrasca, quindi immagino me stessa antipatica e scorbutica! Samantha è sempre disponibile a dare una mano, ma soprattutto lo fa con convinzione e generosità, se le chiedi: “vuoi aiutarmi in cucina?” prende fiato e dice: “ssssssssì!” E’ estremamente sensibile quindi se nel rispondere ad una sua richiesta usiamo un tono o solamente un’espressione del volto brusca o scostante, teme di sbagliare ed inizia a scusarsi: ci vuole talmente tanto a convincerla che non ha fatto nulla di male e va tutto bene, che stiamo imparando a risponderle sempre con il sorriso, così facciamo anche prima! Insomma Samantha, il nostro cammino insieme è appena cominciato e dobbiamo ancora imparare a conoscerci, speriamo di fare un buon tratto di strada assieme ma soprattutto speriamo che questo percorso possa farci del bene.mercoledì 25 gennaio 2017
i mercatini di natale
venerdì 13 gennaio 2017
giovani amici
Forse i vostri figli vi hanno parlato di nuovi amici del Centro: Stefano, Nabil, Bianca, che a diverso titolo ci vengono ogni tanto a trovare. Molti sono i giovani o giovanissimi che in questi anni hanno condiviso con noi un pezzettino più o meno lungo del cammino della loro vita: Sebastiano, Irene, Giada Nouj, Fabrizio, Fabio, Serena, Linda, Davide, Marta, Rebecca e certo sto dimenticando qualcuno. Le scuole o università, i servizi sociali o regionali ce li hanno affidati pensando che possiamo insegnare loro qualcosa. Come potete ben immaginare noi non cambiamo affatto il nostro modo di lavorare, certo non ci sediamo in cattedra per metterci a fare i maestri, semplicemente li accogliamo pensando che ciascuno di loro possa darci qualcosa, una mano in cucina o nell’orto, una canzone o un disegno, una carezza o uno sguardo. Noi a loro, non a parole ma con la quotidianità del nostro agire, cerchiamo di insegnare il rispetto della dignità umana, l’impegno della condivisione, lo sforzo per superare tante barriere. A volte ci riusciamo a volte un po’ meno ma i ragazzi possono toccare con mano la fatica di provarci e la soddisfazione quando ci riusciamo.
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| Nella foto qui sopra, con tutti i ragazzi e il fidanzato Daniele, Ilaria, quando è venuta a festeggiare la sua laurea con tutti noi. Ilaria ha fatto il tirocinio da noi quest’estate. |
mercoledì 5 ottobre 2016
ufficializzando
Dal primo di agosto abbiamo finalmente l’aggiudicazione del nuovo servizio. Devo però informarvi che il nuovo progetto prevede un ridimensionamento sia delle prestazioni assistenziali che di quelle educative anche se nel nostro centro rimaniamo ben al di sopra dei requisiti minimi fissati dalle leggi regionali per l’accreditamento. Per quanto riguarda gli educatori la riduzione sarà di circa il 12%: avremo un educatore per tutto l’orario di apertura del centro e rimangono 15 ore di compresenza in cui sono al lavoro sia Martina che Barbara; inoltre la mia presenza, con funzioni di coordinamento, è assicurata ben al sopra delle 18 ore definite per legge. L’orario del personale di assistenza subirà una flessione di 8 ore settimanali, sarà perciò ridotta la presenza dell’addetto aggiunto (Antonella, Patrizia o Chiara), anche perché al momento non sono presenti utenti con bisogni tali da necessitare la loro sorveglianza costante. Preferiamo mantenere invariati gli orari di Anna, Maria e Rosi perché, come voi sapete bene, svolgono non solo mansioni assistenziali ma anche di controllo, accompagnamento alle attività esterne e gestione di laboratori interni che hanno caratteristiche non solo assistenziali ma prevalentemente educative. Non ci saranno modifiche invece sugli orari delle pulizie (già ridotte la gara scorsa) o di sorveglianza sul pulmino.
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