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giovedì 6 settembre 2018

il punto di vista di Emanuela

E così domenica 13 maggio alle 7,30 ci siamo trovati sul molo e insieme all’eccitazione aumentava anche il gruppo di parenti ed accompagnatori così, quando ho visto che c’eravamo tutti, ho bruscamente congedato le famiglie e intimato agli operatori di condurre i ragazzi sulla nave. Mi scuserete ma sono sicura che comprendiate quanto io senta il senso di responsabilità e, di conseguenza, la necessità di avere tutto sotto controllo. Non appena riuniti nel salone ho comunicato la sistemazione delle camere, accogliendo grande consenso … ma non avevo dubbi perché avevo a lungo ponderato le simpatie e le amicizie dei ragazzi. Subito dopo ho assegnato a ciascun operatore la sorveglianza stretta di uno o più utenti, a seconda della necessità di supporto e di controllo. A questo punto ero più tranquilla perché avevo già la certezza che tutti avrebbero seguito alla lettera la richiesta “sempre sott’occhio”. Sulla nave abbiamo incontrato alcuni rappresentanti dell’associazione degli Scoglio-nati: Valerio, Federico e, soprattutto, Mauro e Fabio. Siamo stati molto felici di incontrare nuovamente Fabio che era stato qui al Centro qualche anno fa e suo padre Mauro che ci hanno guidato proprio fino ai cancelli dello stadio, dal momento che anche loro venivano per vedere la partita. Io dovevo occuparmi di Michela, ma ho trovato grande disponibilità delle colleghe negli spostamenti della carrozzina, purché (ovviamente) non perdessero mai di vista la persona a loro assegnata! In appartamento con me c’erano anche Emanuele e Alberto, che condividevano la camera. Abbiamo notato con molto piacere i progressi fatti da chi aveva già partecipato ad altre gite, in particolare l’adeguatezza ai luoghi pubblici: miracolosamente il tono di voce si è abbassato, le fantasie hanno trovato un freno, la relazione con l’operatrice di riferimento è stata intima e spontanea. Ma avevamo con noi anche ben tre novità che, come credo sia naturale, ci preoccupavano. Una gita deve essere un momento allegro, aspettato con un entusiasmo che non volevamo smorzare, ma nello stesso tempo richiede controllo ed attenzione. 

martedì 7 agosto 2018

Gita a Firenze secondo la Marti

Il sistema numerico binario è un sistema numerico posizionale in base 2. Esso utilizza solo due simboli, di solito indicato con 0 e 1, invece delle dieci cifre usate dal sistema numerico decimale. Ognuno dei numeri espressi nel sistema numerico binario è definito “numero binario”. No, non è una lezione di matematica, ma siccome non sapevo come iniziare il mio argomento sul giornalino, mi sono venute in mente reminescenze scolastiche … sistema numerico binario con due simboli 0 e 1 come il risultato calcistico della partita del 13 maggio a Firenze, Fiorentina-Cagliari. Ma a noi non è importato il risultato, mi sento come Pinocchio, tanto per continuare la storia del Centro fuori Elba, che si è recato anche a Collodi! Eravamo tutti emozionati ed eccitati di entrare in uno stadio vero, a vedere una squadra di serie A! Io sono viola da sempre. In realtà non è vero: da piccina piccina, contagiata dalle mie cugine più grandi, mi candidavo a tifare o la Juve, quando ero con la cugi Roberta, innamorata di Zoff (tanto che per tutti i novanta minuti se lo guardava con il binocolo) o se ero con la cugi Valentina ero dell’Inter, con il suo Altobelli detto Spillo … Poi mi sono rinsavita! Dunque. Ho iniziato l’articolo con il risultato finale ma ora vi racconto il mio punto di vista a partire dalle ore 07.40 del 13 maggio 2018 davanti al porto di Portoferraio! Quest’anno per la cronaca avevamo ragazze nuove; Sophietou, Veronica e Samantha. Per noi è stato fonte di orgoglio constatare che questi nuovi genitori ci avessero affidato le loro figlie così, e non era assolutamente pretesto di preoccupazione. Per noi metterci in gioco è sempre una grande opportunità di apprendimento. In effetti poi, guardando nelle valigie delle ragazze che avevo sotto il mio controllo, ho avuto un attimo di dubbio che non fossimo state chiare con i familiari nel dire che stavamo fuori Elba 2 giorni e una sola notte in albergo, perché avevano 10 paia di calzini, 8 paia di mutande, 5 magliette, 2 paia di pantaloni … Era forse un messaggio subliminale? Perché così pochi giorni? Potrei inserirci le faccine sorridenti e felici a questa constatazione! Avevamo fatto una programmazione ovviamente, perché ogni nostra iniziativa lavorativa all’interno del Centro ha come dei “fogli scritti” di come dovrà andare quell’attività programmata, per poi verificare di come è andata nella realtà. 

martedì 3 luglio 2018

Prepariamo tutto per la gita: Prima ... durante ... dopo!

Finalmente si parte! Dobbiamo solo preparare le valigie. I ragazzi sono entusiasti, mentre noi altre un pochino preoccupate. Rosy, Peppa e Maria si sono organizzate a preparare i regali per i calciatori. Rosy si è rivolta alle Ripalte per avere del vino e qualche bottiglia di Aleatico. Peppa invece ha chiesto a Pietro Barella, un panettiere di Capoliveri, per avere delle schiacce briache; mentre Maria ha preso dalla dispensa alcuni barattoli di buona marmellata che i ragazzi in vari laboratori avevano preparato. Tutti questi prodotti poi sono stati confezionati in due belle ceste da regalo. Dimenticavo! I prodotti: vino, schiacce e frutta per preparare le marmellate ci sono state regalate dalle varie ditte compresa la Tenuta La Chiusa. Gli Scoglionati Viola, la tifoseria dell’Elba, ci hanno regalato le sciarpe e i braccialetti da indossare allo stadio. Sono venuti Fausto e Leonello a portarli al Centro il giovedì prima della partenza. Ma arriva finalmente domenica 13 maggio e inizia la nostra avventura. 

lunedì 11 giugno 2018

vi facciamo conoscere tutti!

Eccoci qua! Da quando abbiamo ripresa la puntuale pubblicazione del giornalino, e la successiva messa in rete degli articoli, abbiamo anche ripreso i contatti con il nostro fans club. In ogni numero cerchiamo di raccontare quello che è successo qui al centro in quel mese: le attività svolte, gli incontri o eventi particolari, le feste e quant’altro. Il nostro obiettivo è far entrare a Casa del Duca parte del mondo esterno (almeno quelli che ci seguono assiduamente): far sentire tutti partecipi di quanto accade è un modo per incorporare, di portare dentro quello che è fuori. Ho cercato di spiegare, anche in altre occasioni, che l’obiettivo verso cui si orienta il lavoro di un centro per disabili è sì far sentire tutti gli utenti parte della comunità in cui vivono ma, contemporaneamente, questo agire va ad incidere anche su quella stessa comunità, in qualche misura educandola all’accoglienza. Noi abbiamo pensato che i mezzi informatici, facebook e blog, possano esserci d’aiuto nel perseguire questo fine comune. Come sapete questo giornalino, dopo essere stato consegnato in forma cartacea alle famiglie viene pubblicato sul blog, dove i lettori diventano molti di più e quello che facciamo acquista maggiore visibilità. Tutto questo riguarda in generale il lavoro del centro ma è ovvio (e più che logico) che ciascuna famiglia sfogli il giornalino in maniera diversa, per vedere ritratto in qualche articolo il proprio congiunto. Noi prima della pubblicazione controlliamo che ognuno abbia almeno una foto, ma certo le misure del giornalino sono quelle che sono e, dobbiamo riconoscere, a volte ci vorrebbe una lente di ingrandimento per riconoscere i ragazzi! Va un po’ meglio nel blog, ma non tutti hanno l’occasione di visitarlo, ecco perché abbiamo pensato di accendere un riflettore su ciascuno di loro e presentarli in primo piano. Dedicheremo una pagina ciascuno, saranno introdotti giusto da due righe di presentazione che non possono, e non vogliono, certo esaurire quello che quella persona fa all’interno del centro, e tantomeno la gamma di attività a cui partecipa o che gli sono gradite. Vogliamo solo caratterizzare ciascuno con due battute sulle particolarità che notiamo di più, e pubblicare qualche foto in cui si vede bene! Per non far torto a nessuno seguiremo un ordine rigorosamente alfabetico e in ciascun numero troveranno spazio uno, due o tre utenti a seconda delle pagine disponibili. 


giovedì 10 maggio 2018

la felicità fa notizia

Ormai lo sapete. La sottoscritta, Barbara-Pina, è quella che prende gli articoli che leggete sul giornalino e li "copia e incolla" sul blog, cioè sul giornalino in internet. Il giorno che dovevo pubblicare l'articolo di benvenuto di Sophie, ho scritto sulla chat di WhatsApp di noi operatrici del Centro: "gente ... stamani pubblico questo, prepariamoci ad un botto di visualizzazioni!" Non l'avessi mai detto! Nel giro di un paio d'ore le visualizzazioni del post sono arrivate a 200, dopo un altro paio d'ore 1200, fino ad arrivare ad oltre 3500. E poi Facebook con condivisioni su condivisioni e reazioni di gioia, entusiasmo, approvazione, affetto. Ma io lo sapevo. Ne ero certa. Ogni volta che abbiamo un nuovo ingresso al Centro, i momenti iniziali di smarrimento e dubbio si trasformano ben presto in studio e conoscenza reciproca; poi il "Centro" - nel suo insieme di ragazzi e operatori - fa il resto, offrendo la sua risposta migliore alle persone che si trova di fronte. 

Fine. 

Questa è la breve storia felice del post "Ben arrivata Sophie". Un post che racconta con semplicità la nostra gioia di avere una nuova amica e la gioia di Sophie, della sua famiglia e dei suoi amici, di aver trovato - semplicemente - il posto giusto! 




domenica 6 maggio 2018

I ringraziamenti della Veludo


Quest’anno abbiamo voluto organizzare un momento di incontro con le famiglie in occasione della Pasqua, invece che il consueto Pranzo di Primavera, ma non volevamo certo affamare nessuno! C’era bisogno anche di una riunione formale e la responsabile del servizio, dott.sa Anna Garfagnini, si è mostrata subito disponibile ed interessata, rinunciando anche ad altri impegni sopraggiunti, i miei primi ringraziamenti vanno quindi a lei. Abbiamo ripercorso, in una rapida carrellata, le attività interne ed esterne di Casa del Duca soprattutto per portarle a conoscenza dei famigliari delle persone inserite recentemente: le attività occupazionali nei negozi, la produzione di manufatti dei laboratori di manipolazione e bricolage, la ripresa del laboratorio di computer, la partecipazione entusiasta alla cucina. Si perché, anche questa volta, la festa voleva anche mostrare a tutti come sono bravi i nostri ragazzi! E allora in un’occasione si canta o si recita, un’altra si prepara un pranzo e stavolta abbiamo esposto le marmellate super-bio di Noi-altri. Queste hanno richiesto, come vi ha spiegato bene Maria nel numero scorso, tanto lavoro però affrontato sempre con allegria e partecipazione. 

mercoledì 18 aprile 2018

Noemi, il suo e il nostro linguaggio!

Cosa stiamo facendo di bello in questi mesi con Noemi e con la Globalità dei Linguaggi? L'idea di quest'anno è di fare un percorso teso alla valorizzazione dell'espressione personale e a innalzare il livello di autostima e com-piacimento nel fare, nell'essere, nel comunicare e anche nell'apparire agli altri. Daremo così "senso", come dice Stefania Guerra Lisi (cioè l'ideatrice del metodo) a quei comportamenti che sembrano insensati; li ascolteremo, li tradurremo, li valorizzeremo. Ci siamo perciò travestiti da dive e divi di Hollywood, abbiamo ballato e dipinto seguendo la musica, abbiamo creato delle maschere e poi una scultura collettiva di creta che raffigura le nostre mani. Abbiamo usato l'emo-tono-fono simbolismo per mettere in gioco tutto il nostro essere, la nostra unità psicofisica in relazione all'ambiente. Teli di nylon trasparenti, leggeri e ondeggianti, stoffe e "teli mammoni" dove nascondersi ed evocare il contenimento uterino, oppure lasciarsi cullare come nel liquido amniotico. Abbiamo attraversato gattonando un tubolare di stoffa lungo sei metri e ripercorso in questo modo il "Viaggio dell'Eroe"; il viaggio della prima spaventosa e grandiosa prova di tutte le eroine e gli eroi di questo mondo, cioè la nascita. Ci siamo buttati, ci siamo spesi, abbiamo avuto anche paura perché questo progetto è un viaggio iniziatico dove si cresce e ci si trasforma. Ci siamo, tutte e tutti, "messi in gioco" con creatività e intelligenza sempre nuove e sorprendenti. Esprimo a nome di tutti estrema gratitudine e meraviglia per queste esperienze possibili a Casa del Duca! A breve vi presenteremo il video che sintetizza questo percorso. 

Noemi


lunedì 19 marzo 2018

a volte ritornano

Forse i vostri figli vi avranno riferito che, da qualche tempo, Barbara Grasso torna spesso a trovarci e lei non è una vecchia amica, no è proprio una di famiglia! Lascerò che lei stessa ve ne fornisca la spiegazione, da parte mia esprimo tutto il piacere di poter riavere qui al centro il suo prezioso contributo e, personalmente, di poter tornare ai nostri momenti di scambio: quei confronti sono un’importante occasione di riflessione sul mio operare di cui, sinceramente, sentivo la mancanza.
Emanuela



Amici, famiglie, lettori vari ... io ve lo avevo detto che il mio non sarebbe stato un addio, chi è NoiAltri lo è per sempre ed io ... lo sono, ecco perché sono ancora una volta qui con le dita sulla tastiera a scrivere. La scelta di proseguire nella collaborazione con il Centro è stata dapprima condivisa con le operatrici e poi, ovviamente, c'è stato bisogno di un'ufficializzazione, cioè di un progetto vero e proprio da sottoporre all'attenzione dei grandi capi della Di Vittorio. Purtroppo si sa che le nozze coi fichi secchi non si possono fare; il budget economico per la gestione del servizio è ben preciso ed è per questo che il mio rientro è stato possibile alternandomi con Vincenzo: un giovedì si canta mentre l'altro si sta con Pina. Di questo sono parecchio dispiaciuta e spero con tutto il cuore che le cose in futuro possano cambiare. Nella nostra consueta ottica di trasparenza vi copiamo di seguito il progetto che, dal mese di febbraio, mi vede ancora legata "ufficialmente" al Centro. YEEEEEEE!!! SONO TROPPO FELICE!!!



giovedì 15 febbraio 2018

il compleanno della Di Vittorio

Il mese di dicembre si è aperto con un evento che interessa il Centro non direttamente ma di riflesso: il 40° compleanno della nostra cooperativa, la Di Vittorio. Ve lo racconto perché in questi anni vi ho parlato spesso di noi, di persone che controllano e indirizzano il nostro lavoro, anche in questo Centro. Qualcuno lo conoscete perché interviene alle nostre feste, altri li sentite al telefono per problemi diversi. I famigliari che hanno condiviso con noi la gita a Genova hanno fatto tappa alla sede di Massa, visitato gli uffici e conosciuto molto di quel mondo che non si vede nell’agire quotidiano ma che è indispensabile al nostro operare. Negli anni scorsi ho cercato spesso, con vari articoli su questo giornalino, di spiegare come il lavoro che gli operatori svolgono frontalmente con i vostri congiunti non è casuale o spontaneo ma è strettamente regolato a partire dalla progettazione e passando per l’amministrazione, la sicurezza, la qualità. L’invito alla festa era ovviamente rivolto a tutti gli operatori ma, purtroppo, dall’Elba non è potuto intervenire nessuno, infatti l’evento era organizzato per il giorno 2 dicembre e gli operatori del Centro erano impegnati a preparare il mercatino di S. Ilario per il giorno successivo. Avrebbero avuto piacere di intervenire Chiara e Patrizia ma le previsioni meteo le hanno scoraggiate perché prevedevano (come per la maggior parte dei giorni in questo mese) mari molto mossi. Ovviamente io non mi sono lasciata scoraggiare forte della mia filosofia: se le navi possono partire, partono e (di solito) arrivano, se le condizioni non sono sicure, semplicemente, non partono!

giovedì 8 febbraio 2018

Viola di scoglio

Forse avete visto, sulla stampa locale degli ultimi giorni, la foto della consegna ufficiale della donazione al Centro di 3.120 euro: il sig. Tagliabracci, presidente dell’associazione di promozione sportiva Scoglio-nati Viola, è venuto a portarci l’assegnone che rappresenta la cifra raccolta in occasione della partita del 7 ottobre. Con lui c’erano altri tifosi che avevano partecipato all’evento Viola di Scoglio: Federico Pellegrini, il sig. Ferrari, sindaco di Portoferraio, e la nostra cara conoscenza Leonello Barbacci (si proprio quello della donazione della Capitaneria: grazie Leonello!) A ricevere la donazione c’era Anna Garfagnini, direttore dell’U F assistenza sociale e responsabile usl del Centro e, naturalmente, tutte noi! Il nostro ringraziamento è stato doppio perché gli Scoglio-nati ci hanno offerto una doppia opportunità: passare un sabato pomeriggio fuori dalla routine davvero emozionante e coinvolgente; e pensare ai nostri ospiti come destinatari della somma raccolta durante quell’evento. Questa sarà impiegata per poter donare loro esperienze diverse e più ricche di quelle quotidianamente vissute al Centro, una gita nella prossima primavera al di là del mare! Come abbiamo già espresso in altre occasioni infatti, noi crediamo, che un Centro disabili debba servire per migliorare la qualità della vita delle persone che lo frequentano: i nostri ospiti sarebbero accuditi e nutriti altrettanto bene a casa loro da famigliari o da badanti o nelle strutture residenziali dove alcuni abitano. Un Centro serve invece per aumentare la gamma di relazioni, di amicizie, di esperienze insomma di emozioni di ciascuno di loro. Per fare questo serve il sostegno di tutto il territorio, sia come invito e coinvolgimento in eventi socializzanti, sia materiale per la realizzazione di progetti così ambiziosi.






lunedì 22 gennaio 2018

... a Peppa!

Al mio capo ho dato un prototipo del giornalino che ho ricevuto in eredità dalla detta “Pina” Barbara, l'educatore che mi ha, con la sua scelta, permesso di poter conoscere questa famiglia … perché famiglia e non lavoro? Perché nonostante la professionalità riscontrata al centro e le competenze che ogni operatore ha, dal primo giorno anche se pensavo che dopo quattro mesi sarei dovuta andare via, ho trovato delle persone che mi hanno fatto sentire a casa … Scusate, torno all'inizio, allora, Emanuela mi dice: “bene! Ma manca il tuo articolo” e io: “Ah sì, vero, senti capo, quando ho l'ispirazione lo scrivo!” Beh è arrivato il momento, parlare di ognuna di loro … ho letto quello che per me hanno scritto e ogni volta mi sono emozionata, ho avuto tante esperienze lavorative, perché mi spostavo continuamente, ma lavorare a Casa del Duca non è solo lavorare e anche ricevere, prendere, appropriarsi di un pezzettino di cuore di ognuno di loro colleghe e ragazzi! Dovrei scrivere di ognuno di loro ma non voglio, perché? Perché loro sanno quanto io sto bene con tutte le mie colleghe … Anna con la sua apparente “tu non mi tocchi” invece dentro il suo cuore secondo me ha tanto da dare e anche io voglio darle. Maria … un vulcano, ho tanto da imparare da lei, “la tuttologa”, come la chiama il mio Manfredi, beh, il prezzemolo della situazione. Rosi … che mi chiama Peppa Pig … le rompo sempre le scatole ma lei con pazienza mi risponde e mi aiuta. Martina … “Stella Marina” la mia collega alta, entrata nel mio cuore, io penso che ancora devo scavare … Passiamo alla Veludo ... in questo momento mi sento come il cappello parlante di Harry Potter: analizza, inserisci ... Sono strana, sì è vero, ma come dice Martina chi è “normale” non può lavorare con noi. Basta dilungarci, quello che penso di Emanuela non penso, vedo. Vedo che mi ha dato fiducia come ogni mamma dà ai propri figli e io la sua fiducia non la voglio tradire. Grazie per avermi fatto conoscere questa realtà e spero di poter crescere ogni giorno con voi ma non solo io perché Casa del Duca ha aperto le porte al mio Manfredi e a mio marito Stefano che non perdono occasione per essere con noi. Basta, altrimenti vi faccio piangere. Allora buon lavoro a me!


PS: capo, pian piano imparerò … forse!




venerdì 19 gennaio 2018

il passaggio del testimone: da Barbara-Pina ...

Amici, famiglie, lettori vari ... sono la "vostra" Barbara, detta Pina e sono orgogliosamente un'educatrice professionale. Oggi sono qui per raccontarvi qualcosa che forse non sapete ancora. Non ho scelto io di diventare un'educatrice, i miei piani erano altri. Quando è arrivato il momento di scegliere la facoltà universitaria mi sono addirittura iscritta ad economia e commercio. Nelle mie fantasie di diciannovenne pensavo di poter diventare un'esperta di marketing o di economia riuscendo così in futuro ad amministrare nel miglior modo le attività di famiglia. Ma il mio destino universitario ha presto conosciuto una svolta e dopo un anno di lezioni di economia e statistica e 2 esami ho finalmente realizzato che quella roba non mi interessava affatto.

venerdì 12 gennaio 2018

si ricomincia! (tratto dal giornalino di ottobre 2017)


Persino i veri sportivi, quando per qualche motivo si allontanano dalla loro abituale occupazione, devono rimettersi gradualmente in sesto. Credo che anche noi abbiamo bisogno di un po’ di riscaldamento per ripartire e questo vuole essere un esercizio di preparazione, perdonateci se una volta facevamo di meglio! Questi mesi di assenza del giornalino non sono certo trascorsi inattivi e, giustamente, Peppa (o Giuseppina come la chiamo io) insiste a partire perché ci tiene a comunicare a voi famiglie, almeno con alcune immagini, un riassunto di quanto abbiamo fatto. Tanta buona volontà mi riempie il cuore perché dimostra che la nostra nuova educatrice ha colto uno degli obbiettivi fondamentali del giornalino: essere strumento di comunicazione vivace e fruibile tra gli operatori e le famiglie. Ma torniamo un po’ indietro, dove eravamo rimasti con le puntate precedenti? La nostra capo redattrice Barbara era entrata in aspettativa e ci ha salutato con il suo editoriale dello scorso marzo, in aprile e parte di maggio è stata con noi Alessia Rigacci che ha condotto un laboratorio di hip hop e un’attività sulle emozioni. Il suo laboratorio ci ha fatto conoscere un mondo nuovo colorato da graffiti e raccontato dal rap, dal suo modo di guardarci è nato il video con la canzone che vi abbiamo presentato al pranzo di primavera che ha colto con la musica le caratteristiche di ciascuno, coinvolgendoci ed emozionandoci. Il contratto di Alessia era legato ad un servizio scolastico che non è stato riacquisito dalla nostra cooperativa, quindi dalla metà di maggio è andata a lavorare con un’altra cooperativa. 

mercoledì 5 aprile 2017

puntualizzando ancora ...

Vorrei fare un attimo il punto sui ragazzi che hanno frequentato o frequenteranno il Centro in questo periodo. Come abbiamo spiegato ai genitori presenti alla riunione di febbraio, l’azienda usl ha firmato con l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “R. Foresi” una convenzione di alternanza scuola lavoro, mettendo a disposizione, insieme ad altre sue strutture, il nostro Centro. L’istituto Foresi comprende i licei classico, scientifico e pedagogico, la scuola alberghiera e l’istituto professionale e, come avete visto sui giornali, tutti gli studenti hanno svolto questo tipo di attività nei settori più disparati sia pubblici che privati. Parallela a questa esperienza c’è l’inserimento di ragazzi con provvedimento disciplinare di sospensione scolastica e obbligo di frequenza in strutture diverse. Una prima preoccupazione dei genitori presenti a quella riunione è stata: chi se ne occupa? La risposta che Maria vi ha fornito con i suoi articoli (del numero scorso del giornalino e quello qui di seguito) mi sembra evidente: non viene sottratta al Centro alcuna risorsa, anzi la presenza di questi giovani deve essere un arricchimento, una mano, un aiutino. Non ci è assolutamente mai successo che queste presenze abbiano causato difficoltà: nessuno (che ci sia venuto per scelta propria o che ce l’abbiamo spedito) ha MAI avuto atteggiamenti ostili o provocatori o di superiorità; nessuno si è mai presentato in tempi diversi dagli orari concordati; nessuno è venuto vestito in modo non adeguato. Tutti si sono resi disponibili e hanno collaborato, certo con le differenze individuali di apertura e cordialità, ognuno ha il suo carattere e le proprie modalità di rapportarsi agli altri. Insomma non abbiamo mai avuto alcuna difficoltà e, se questa dovesse verificarsi, avremmo comunque la possibilità di interrompere l’esperienza e dare un giudizio negativo che, ripeto, fino ad oggi non si è mai verificato. Certo pitturando un muro, girando una marmellata o pulendo un orto si raccolgono confidenze e spesso ho sentito anche delle belle prediche fatte a questi giovani dai miei operatori ma, forse perché sono fatte in un contesto diverso da quello gerarchico, non ho mai visto reazioni di insofferenza e  spero che, almeno qualche volta, queste parole abbiano innescato nei ragazzi delle riflessioni. Ma la domanda dei famigliari è soprattutto: “cosa ne viene a mio figlio?” Per noi il rapporto con le scuole è un fondamentale momento di apertura e occasione di farci conoscere. Questi ragazzi una volta rientrati a scuola o nella propria famiglia parleranno di noi, amplificheranno e divulgheranno il senso di apertura del nostro Centro che è sì portare “fuori” i nostri ospiti, ma anche portare “dentro” la comunità circostante, renderci utili, non essere solo un peso. E siamo talmente sicure del nostro operare, che non potranno che parlarne bene. Certo, nel paragone del Centro ad una famiglia allargata, questi ragazzi non sono gli amici del cuore (come le musico-terapiste e i mastri di musica o ballo) sono come vicini di casa, compagni di un viaggio, insomma conoscenze occasionali con cui scambiare qualche frase; ma anche queste conoscenze possono arricchire la nostra vita di relazione. Crediamo insomma che la usl con queste convenzioni ci abbia fornito una bella opportunità, che, come cerchiamo sempre di fare, intendiamo cogliere al massimo. 

lunedì 3 aprile 2017

marzo 2017

Care famiglie, amici … un editoriale che non credevo di dover scrivere e invece mi tocca: alcune questioni familiari che non avevo previsto mi hanno fatto decidere di prendere un periodo di aspettativa dal lavoro. Ancora non so quanto tempo mi servirà, ma vi assicuro che è assolutamente mia intenzione tornare. Tutto ciò che riguarda le attività che ho curato finora - soprattutto facebook e il giornalino - vengono messe in pausa insieme a me, per le motivazioni che Emanuela stessa vi racconterà qui di seguito. Avete presente quando spengete la televisione dal telecomando invece che dall’interruttore? Rimane sempre una lucina rossa accesa … e nell’attesa che torni il verde mi scuso non solo con voi, famiglie e altri lettori, per il disagio; ma anche con le mie colleghe che ringrazio veramente di cuore per la comprensione e la sensibilità che mi hanno immediatamente dimostrato. Un abbraccio
Barbara



Una puntualizzazione si rende necessaria riguardo la momentanea sospensione delle pubblicazioni su facebook e del giornalino durante il periodo di aspettativa richiesto da Barbara. Da quando ricopro il ruolo di responsabile di commessa in questo Centro ho orientato il mio lavoro cercando di attribuire responsabilità facilmente individuabili in ogni momento della giornata o attività, dalla sorveglianza dei ragazzi allo sporzionamento del pasto. Certo le responsabilità si possono condividere o delegare, ma solo se prima sono chiaramente attribuite ad un soggetto che consapevolmente le delega. In questo caso la responsabilità di questi strumenti è della nostra Barbara che certo ha l'aiuto di tutti gli operatori del Centro e la mia supervisione costante ma, proprio per la loro importanza, non credo che possano essere lasciati alla buona volontà di chi capita. Non dico che Pina “è” il Centro e gli altri operatori non contano, anzi voglio dire proprio il contrario: dico che ognuno ha responsabilità precise già attribuite che cura con il massimo sforzo. Le ausiliarie hanno attività esterne che sono essenziali per fare di questo Centro quello che è, inoltre curano attività che si addicono in particolare a ciascuna di loro: cucito, giardinaggio, decorazioni. Oltre a ciò, naturalmente, ci sono le incombenze legate al ruolo: cambi, sporzionamento, igieni ecc. Martina ha l'occhio sul Centro, la sorveglianza dell'andamento in generale e il contenimento delle persone più in difficoltà in particolare e inoltre ha tutta la parte della modulistica e della qualità. Veramente non vedo spazi per aggiungere niente altro. Curare facebook e il giornalino non sono semplici attività, sono il veicolo con cui portiamo all'esterno l'immagine del nostro lavoro qui al Centro. Il redattore non si limita a raccogliere il materiale (che pure è essenziale perché se non c'è non esiste giornale) ma lo imposta e lo struttura in modo che da lì esca un'immagine ben precisa. Credo che i redattori migliori diano spazio anche a giornalisti che la pensano in modo diverso da loro ma, alla fine, comunque esce da quel giornale la loro impronta. Per questo non credo che una persona nuova possa immediatamente farsi carico di questo ruolo: “il Centro” non è un'entità a sé stante, siamo noi, il nostro modo di lavorare e di metterci in gioco, un'operatrice nuova necessariamente non può avere la visione d'insieme e la capacità di equilibrio di Barbara. Lei è cresciuta con il Centro, come del resto tutti noi ma quando ha iniziato non si era certo presa questa responsabilità né questo Centro era com'è diventato adesso. Per questo preferiamo prenderci una pausa per valutare se è possibile attribuire questo ruolo a qualcun altro, ma dobbiamo essere sicure nel farlo, oppure aspettare il rientro della nostra Pina.
Emanuela

ecco i compleanni del mese:

9 marzo - Emanuele - 45



 e poi ... 




venerdì 24 marzo 2017

gli appunti di Annalisa di febbraio

Carnevale: il “prima” … Abbiamo preparato per il Carnevale maschere semplici, perché tra i mercatini, le feste e le mie malattie avevamo poco tempo a disposizione. Abbiamo recuperato quindi la tuta nera di una passata recita e ci siamo ingegnate a preparare dei grossi bottoni colorati da cucire sulla maglia della tuta. Questi bottoni li hanno realizzati i ragazzi, con un cartone ondulato e sopra del cartoncino colorato con colori vivaci. Anche Lisanna e la sua mamma hanno collaborato da casa facendo grossi bottoni rivestiti di stoffa a pois. C'era il rosa carico, l'azzurro, il giallo ed il rosso. Poi dovevo cucirli ma ho pensato bene di ustionarmi l'occhio sinistro, parte del naso e della bocca ed il polso destro con l'olio bollente mentre cucinavo! Il lunedì sono stata accompagnata al pronto soccorso da mio marito, dove sono passata da un reparto all'altro: prima dall'oculista e poi dal dermatologo. Mi hanno medicata e poi mandata a casa con una prognosi di venti giorni. 

mercoledì 22 marzo 2017

chiacchiere per la festa di Carnevale: i protagonisti si raccontano!

La festa di Carnevale si è svolta giovedì 23 febbraio ed ha coinvolto tutti i ragazzi, i loro parenti, gli operatori e anche qualche gradito ospite che si è aggiunto all'allegra combriccola, come le ragazze del Liceo di Portoferraio. Le chiacchiere di Carnevale … qui a Casa del Duca non sono solo in tavola! Abbiamo pensato infatti di fare delle interviste a tutti i protagonisti su come fosse andata la giornata, in modo che ci rimanesse anche un ricordo scritto per il nostro giornalino di febbraio 2017. Tutti hanno accettato di farsi intervistare per dire la loro sulla Festa: quello che vi presentiamo è il risultato del laboratorio di raccolta delle interviste, che si è svolto stamattina, lunedì 27/02.

lunedì 20 marzo 2017

la mia settimana al Centro

Sono Alessia Rigacci, educatrice professionale per lavoro e per amore. Per lavoro nel senso che ho studiato per farlo e per amore perché davvero non vorrei e non potrei fare nessun altro mestiere, essendo questo il più bello che esiste per me! Lavoro con la Cooperativa Di Vittorio da settembre, quando Emanuela Veludo mi ha chiamata per fare l'educatrice di sostegno alla Scuola dell'Infanzia di Procchio. Mi sono trasferita all'Isola d'Elba lo scorso aprile, perché ho una casa di proprietà della mia famiglia a Capoliveri e, venendo qua in vacanza, mi ero innamorata di questo magico posto. Questa settimana sono stata chiamata al Centro in sostituzione di Barbara, detta Pina, l'educatrice “redattrice” ufficiale del Centro. Ho quindi condotto il laboratorio di computer e i ragazzi sono stati splendidi con me … Mi hanno tutti fatto sentire accolta e ben accetta, anzi qualcosa di più; mi sono sentita come se ci fossi sempre stata, come se questa grande famiglia mi avesse preso la mano e aperto le porte della propria casa … Una sensazione bellissima di pace e amore che non scorderò mai! In questa settimana ho avuto modo di conoscere tutti i ragazzi, ognuno con le sue abitudini, il proprio carattere e la propria unica e speciale bellezza. Ho continuato l'attività di Barbara proponendo un laboratorio di interviste a tutto il gruppo su com'era andata la festa di Carnevale ed, essendo io una grande appassionata di musica e cultura hip hop, ho cominciato un laboratorio che porterà alla scrittura di una canzone rap con i ragazzi, da mettere su un cartellone insieme ai loro nomi disegnati e colorati in carattere “graffiti”. Per questo devo ringraziare in particolar modo tutte le operatrici ed Emanuela, che mi hanno dato la possibilità di potermi esprimere e di prendere l'iniziativa con questi laboratori. Spero di poter ripagare la fiducia che loro ed i ragazzi mi hanno dato portando il mio piccolo contributo a questa bellissima realtà, così piena di amore e gioia, che è Casa del Duca. Non posso che essere grata e pensare che davvero, davvero, davvero mi mancherete tutti! Grazie per tutto e un grande abbraccio ai ragazzi e alle loro famiglie da 

Alessia.


venerdì 17 marzo 2017

Samantha

Con Samantha è stato amore a prima vista! E’ passata qui dal Centro con la sua mamma per informarsi su un altro servizio gestito dalla nostra cooperativa ed è rimasta affascinata, voleva rimanere subito con questi nuovi amici. Anche lei ci ha incantato con la sua tenerezza e la dolcezza con cui si approccia, ma ovviamente abbiamo dovuto spiegarle che ci sono regole da rispettare e autorizzazioni da chiedere ma che, se voleva rimanere con noi, ci saremmo messe subito al lavoro. Gli incontri successivi ci hanno raccontato di Samantha una storia difficile che ci ha coinvolto e ci ha avvicinato anche di più. Così da febbraio è qui con noi due volte a settimana, il lunedì e il mercoledì, anche se già ha chiesto di frequentare più giorni. Come avete visto alla festa di carnevale le piace cantare, quindi speriamo di averla al più presto con noi anche il giovedì. Mi chiama direttrice, ma anche Lisanna lo faceva, non credo sia per prendermi in giro né per rispetto (Lisanna ora mi manda serenamente a quel paese) forse è più facile da ricordare o c’è bisogno di qualcuno che ricopra questo ruolo: a me fa ridere perché da bambina vedevo il giornalino di Gian Burrasca, quindi immagino me stessa antipatica e scorbutica! Samantha è sempre disponibile a dare una mano, ma soprattutto lo fa con convinzione e generosità, se le chiedi: “vuoi aiutarmi in cucina?” prende fiato e dice: “ssssssssì!” E’ estremamente sensibile quindi se nel rispondere ad una sua richiesta usiamo un tono o solamente un’espressione del volto brusca o scostante, teme di sbagliare ed inizia a scusarsi: ci vuole talmente tanto a convincerla che non ha fatto nulla di male e va tutto bene, che stiamo imparando a risponderle sempre con il sorriso, così facciamo anche prima! Insomma Samantha, il nostro cammino insieme è appena cominciato e dobbiamo ancora imparare a conoscerci, speriamo di fare un buon tratto di strada assieme ma soprattutto speriamo che questo percorso possa farci del bene.


martedì 14 marzo 2017

a proposito di alternanza scuola-lavoro

Recentemente le scuole superiori hanno previsto per i loro studenti la possibilità di vivere un'esperienza direttamente nel mondo del lavoro per un breve periodo. Questa novità è stata denominata “Alternanza Scuola Lavoro” ed ha come scopo principale quello di dare ai propri studenti la facoltà di scegliere con maggiori informazioni un indirizzo scolastico e quindi poi lavorativo, in base alle loro capacità e predisposizioni. Il nostro Centro è stato scelto per questa sperimentazione e in questo mese di febbraio abbiamo ospitato due gruppi di ragazzi della 3ª liceo scientifico di Portoferraio sezione A e B, ognuno dei quali è rimasto con noi una settimana. 

Era la mattina del 6 febbraio quando arrivando a lavoro mi sono trovata davanti un gruppetto di 5 ragazzi: i loro sguardi incuriositi cercavano di capire in che mondo si trovavano; un mondo conosciuto da pochi … quello della disabilità. Devo riconoscere  di aver provato della tenerezza e per aiutarli a rompere il ghiaccio con i nostri ragazzi ho improvvisato una "sistematina" al nostro giardino d'inverno. Ero sicura che dopo una mezz'oretta si sarebbero stancati o si sarebbero tirati indietro alle varie richieste di spostare vasi, raccogliere lo sporco e passare anche lo straccio sul pavimento, ma i loro sguardi si sono trasformati in sorrisi ed hanno legato subito con i nostri ragazzi condividendo gioia e fatica.