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giovedì 29 dicembre 2016

dal taccuino di Martina di novembre 2016

Ci si sente in colpa come un bambino che quando vede i genitori che litigano o urlano pensa che forse è colpa sua e allora cerca di essere ancora più bravo e diligente e non farà più arrabbiare mamma e babbo così non litigheranno più. E allora non si fa più niente, si gioca in silenzio, non si fa più il bambino, ma il piccolo adulto così non si sentono più le urla. Ecco come ci si sente quando abbiamo un amore sbagliato. Che assurdità chiamarlo amore. L’amore è un'altra cosa. L’amore è la pace. Noi invece viviamo nel terrore e nella paura. Ma voglio iniziare da principio. 
Sapevo che nel giorno dedicato alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, sarebbe andato in scena lo spettacolo al Teatro dei Vigilanti di Portoferraio “Rossetto Rosso … in segno di lutto”. Lo spettacolo era inerente al femminicidio e siccome ho tante cose da dire parto dal giorno prima. Il 24 novembre volevamo fare una cena noi colleghi di lavoro del Centro: “allora dai si va a mangiare tutti insieme!” Invece ciò non è stato possibile perché Maria aveva questo impegno, al che avrei voluto anch’io andare a teatro ma biglietti erano esauriti.  Allorché ho contattato Antonella, la sorella di Martina del nostro Centro, la quale mi ha gentilmente dato il numero di telefono del regista dello spettacolo Roberto Rossi. Con Roberto ci siamo whatsappati senza nemmeno conoscersi personalmente ed è stato così gentile da cercarmi un biglietto ma, ahimé, senza alcuna speranza perché il teatro era esaurito. Ma siccome ci tenevo particolarmente, sarei andata a Portoferraio anche senza biglietto, mettendomi d'accordo con Maria che ci saremmo trovate davanti al bar Roma. I vari messaggi di Roberto non davano buone speranze. Tornata a casa post - lavoro, afflitta e demoralizzata, ho continuato a fare le mie faccende domestiche; perché sto ripulendo non solo la mia casa ma anche me stessa, ho la polvere anche nelle ossa e ora sono satura. Sono stanca, mi riposo, mi faccio una sigaretta e chiamo Maria dicendole che non ho più speranze per il biglietto. La sua inaspettata risposta è stata: “te l'ho trovato io!” Mi sono sentita amata più di quanto Maria in realtà mi ami. Franco-Francesco, quel sant’uomo di suo marito, aveva rinunciato allo spettacolo per me. Di sicuro non gli interessava più di tanto, ma se non ci fossi stata io a rompere le uova nel paniere, ci sarebbe di sicuro andato. Quindi doccia, almeno dall'epidermide la polvere l'ho levata e, curati i miei cani e gatta e i gattini della mia vicina-amica che me li ha dati in custodia da quasi due settimane, sono partita alla volta di Portoferraio. Prima di ripulirmi però ho mandato un whatsapp a Roberto che, ripeto, non avevo ancora conosciuto, scrivendo: “Roberto!!! Ho trovato il biglietto!!! Non dannarti per me! Ti ringrazio del tuo interessamento! A stasera”. La sua risposta è stata una whatsappata vocale: “Sul serio? Dove l’hai trovato, con chi l’hai trovato, bene, bene, bene!” E la mia risposta whatsappata vocale piena di enfasi come la sua, è stata come un caffè ristretto, raccontando in 31 secondi come avevo fatto. Nel tragitto Portoazzurro-Portoferraio in macchina, intanto non solo mi si era accesa l’iconcina dell’auto con una chiave inglese di traverso, ma anche la spia dell’acqua mancante al radiatore. Vado a mangiare qualcosa al Castagnacciaio, ordinando una  pizza margherita, un etto di torta di ceci e un litro d’acqua perché non avevo altra acqua dietro per il radiatore. Arrivano le 20:30 e io sono sul posto e aspetto Maria. Intanto vedo Alessandro, marito dell’amica di Maria, la signora Manuela Cavallin e aspettiamo che arrivino gli altri amici di Maria, che è tutta un’altra cosa rispetto al programma della De Filippi. Un caffè, offertoci da colui che ci donerà dei soldi per il Centro - ma questa è un'altra storia. Saliamo le scale con destinazione Teatro, dove anche noialtri mettemmo in scena l’Inferno di Dante insieme a Silvia Monaci, quindi mi identifico con le emozioni delle attrici che sono ancora dietro le quinte. E da qui iniziano altre emozioni.

mercoledì 21 dicembre 2016

l'amicizia

L'Amicizia è definita dall'enciclopedia on line Wikipedia come: un tipo di legame sociale accompagnato da un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone. È un legame, una relazione e un sentimento tra due o più persone, caratterizzato da una rilevante carica emotiva  e fondante la vita sociale dei due (o più) individui. In quasi tutte le culture, l'amicizia viene intesa e percepita come un rapporto alla pari, basato sul rispetto, la sincerità, la fiducia, la stima e la disponibilità reciproca … Correa l'anno … L'amicizia non è di un solo tipo ma ha tantissime sfaccettature. Andiamo a conoscerle così a caso iniziando con l'amicizia interessata - voto n.c. Si diventa amico di qualcuno per proprio tornaconto sperando di ottenere vantaggi eccetera. L'amicizia che sembra - voto n.c. - ma in realtà non c'entra niente con la parola stessa e quando te ne rendi conto è come sbattere contro un muro a 100 chilometri all'ora! L'amicizia da bimbi - voto 10 con lode. Conosci altri bimbi all'asilo o a scuola e poi il rapporto si consolida e attraverso mille peripezie va avanti per tutta la vita. L'amicizia quella vera - voto 10. Conosci persone, le frequenti e poi per un certo periodo per varie cause non le vedi o senti ma quando ti incontri di nuovo niente è cambiato ed è tutto naturale come se non ti fossi mai staccato. L'amicizia che non sembra o nasce con il tempo -  voto 9. Frequenti una persona con rapporti normali ma mano a mano che passa il tempo nasce un sentimento d'amicizia fortissimo ed è gradevole da scoprire o riscoprire. L'amicizia odio amore che a dispetto del titolo è più amore che odio. Io la chiamo così ma la parola odio non è come la intendiamo normalmente! Ti scontri, hai diversi modi di interpretare le cose o le situazioni ma quando scatta l'espressione "ti voglio bene" tutto passa e ti scordi delle varie scornate e sei pronto per nuove discussioni più o meno accese e secondo me più sono accese più il sentimento è forte. L'amicizia uomo vs donna - voto 10. Non tutti sono d'accordo che possa esistere, ci sono diverse scuole di pensiero ma per me esiste ed è senza alcun secondo fine. Sparisci, riappari, litighi, fai pace e alla fine sopravvive a tutto e tutti. L'amicizia moglie marito - voto 9. E' una versione delle tante che in un rapporto di coppia può far solo del bene alla coppia stessa. Complicità e feeling portano del benessere mentale che ti può aiutare a vivere la vita. Grazie …  a colei che si è fatta carico di una situazione particolare e ha messo da parte tutto per prendersi cura di una persona. Nella fase finale ha potuto contare su di te. Te ne sarò grato per tutta la vita (e non solo io). Buon Natale e Buon 2017 a tutti, belli e brutti, buoni o cattivi, tanto Babbo Natale avrà un pensiero per tutti! A questo punto legittima verrà la domanda: "ma chi è che sta scrivendo?" … correa l'anno ...


lunedì 12 dicembre 2016

emozioni di una gita

Aspettativa, attesa gioiosa: incontri e discussioni cercando di disegnare i contorni per mettere i piedi per terra ad un sogno; cosa facciamo? Dove andiamo? Chi potrà venire? Successivamente si diventa positivamente operative con concretezza della programmazione: quando? Come? Come trovare un albergo adatto? Ci piaceva la soluzione degli appartamenti adottata la volta scorsa ma, nonostante l'impegno, non siamo riuscite. Ma non importa. Ripieghiamo sulle camere: siamo 6 operatori possiamo accompagnare 12 utenti, ecco ci servono 6 triple. Avremmo voluto partire il primo giovedì di ottobre ma nessuno degli alberghi idonei ha posto. Non importa, prendiamo quello che offrono. 
Cerchiamo DISPERATAMENTE un bus con pedana ma l'unico trovato ci dà buca e non si può nemmeno dire non importa! Tenacemente insistiamo e finalmente troviamo una soluzione. Gli imprevisti non sono finiti: giovedì 20 ho un corso al quale non posso assolutamente rinunciare ma non importa io parto prima ho completa fiducia nelle colleghe, possono farcela anche senza di me anche se, ovviamente, mi dispiace moltissimo. Dove si pranza? In cooperativa! Tanto siamo da quelle parti. Le impiegate degli uffici amministrativi non vedono l'ora di conoscere i nostri ragazzi e noi di condividere con loro la NOSTRA cooperativa: qui è la commozione l'emozione prevalente. 
Sono quasi le 19 quando, finalmente, mi unisco al gruppo. È quasi buio e stare lì sul pullman è rassicurante, anche se fame e stanchezza cominciano a fare capolino. La notte ci porta un po’ di apprensione ma non abbiamo certo programmato tutto questo per riposare … entusiasmo e attesa sono ancora nell'aria; abbiamo un'altra giornata da goderci tutti assieme. La visita all'acquario, un pranzo in compagnia; che clima conviviale e sereno! Sulla via del ritorno lo spauracchio di altri inconvenienti: la pedana del bus è alta e di complesso utilizzo, all'acquario non c'erano scivoli e gli ascensori erano piccoli: siamo pesantemente in ritardo! Un momento di apprensione perché sappiamo che la nave successiva non sarà attrezzata adeguatamente per le nostre necessità e quella dopo è troppo tardi per i nostri eroi ormai stanchi! Non importa: la disponibilità e le robuste braccia del personale della Moby Love ci consentono di salire e sbarcare: che sollievo trovare le famiglie in attesa. Ma l'emozione più grande è nella domanda che proprio all'ultimo minuto  ci fanno i ragazzi: “dove andiamo la prossima volta?” Non c’è espressione migliore per dimostrarci la loro felicità, gratitudine e fiducia e per noi non può esistere gratificazione più grande.





mercoledì 30 novembre 2016

le foto che non vedrete mai!

La gita. Sicuramente l’evento del mese anzi, diciamo pure l’evento dell’anno. Il giornalino in maggioranza sarà dedicato a questo e ci sono un sacco di foto a ricordarci quello che abbiamo fatto: il divertimento, la gioia, le risate, la stanchezza, il buon cibo. Su facebook poi ci sono anche i video dell’iniziazione della gita, le perle di saggezza della Marti, i saluti della Veludo iniziali e finali, quelli della Panichi. Ci sono immagini invece che non vedrete mai. Sono quelle dei momenti più impegnativi e difficili: il sollevamento delle carrozzine con la pedana del bus, gli ascensori sempre troppo piccoli, le strade con qualche gradino di troppo ecc. ecc. Sono momenti in cui non c’è tempo di scattare una foto, c’è solo da darsi da fare e non solo per chi materialmente sta movimentando una carrozzina, non posso dire per esempio: “Tizio prendi il mio telefono e facci una foto” perché Tizio in quel momento può collaborare per tenermi la borsa ad esempio, cosicché io possa avere le mani libere per aiutare Caio a salire uno scalino. Insomma non so se ho reso l’idea, ma il nostro è un lavoro di squadra dove ognuno contribuisce nel raggiungimento di uno scopo: quello del superamento delle barriere che, assurdamente, sono sempre troppe!   


venerdì 23 settembre 2016

dal taccuino di Martina di luglio 2016

In questi ultimi tempi la Cooperativa di Vittorio ci ha convocato varie volte perché dovevano essere decisi dei cambiamenti dello statuto e noi soci siamo stati non solo - ovviamente - informati, ma anche chiamati a votare. La prima pre-assemblea informativa, a cui quasi tutti abbiamo partecipato, è stata fatta a Livorno; mentre le votazioni sono state a Massa e infine a Firenze. In queste 3 assemblee erano sempre presenti Maria Antonella Oronte, presidente della cooperativa e la vicepresidente Lorella Masini, che è anche il “riflesso” della nostra amica Lucia solo che si occupa della zona di Firenze e interno, mentre Lucia rappresenta la zona della costa. Durante questi tre incontri sono emerse delle difficoltà, causate da malcontenti di alcuni soci soprattutto della zona di Firenze. Non mi voglio dilungare su questo argomento perché voglio lasciare la parola ad Emanuela, che non parla martinese ma lo capisce e lo traduce. 
Voglio invece mettere in evidenza che queste “due donnette” che vedete nella foto con Emanuela, cioè la presidente e la vice, furono così definite dopo che il Bongianni (il nostro precedente presidente) andò in pensione. Furono così definite - dicevo - da coloro che non credevano che due donne potessero essere a capo di una cooperativa così ampia (quasi 1500 persone). Gente, sappiate che sono sempre le donnette che portano avanti le cose e, con l’amore, rivoluzionano l'ingiustizia in giustizia.

P.S. Anche io sono una donnetta!




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Antonella Oronte è quella vicino a me al centro della foto e, come potete capire dalle facce stupite e divertite di Antonella Garganese e Loretta Masini, non aveva alcuna intenzione di farsi fotografare ma noi non potevamo certo mancare l’occasione per informare voi famiglie e il mio abbraccio era davvero sincero. Come ha descritto Martina il momento era veramente importante per la nostra cooperativa quindi, anche noi che rappresentiamo un po’ la periferia dei servizi, abbiamo partecipato quasi al completo. Come sempre da quaggiù bisogna tener conto dei tempi della nave, oltre che la strada che abbiamo, quando possibile, condiviso con altri soci del sud della Toscana. Questo ci ha fornito l’occasione di conoscere nuovi soci, di condividere pensieri e preoccupazioni anche se ci ha occupato il pomeriggio o il sabato. Comunque fra le modifiche approvate dello statuto c’è quella di attribuire valore legale alle pre-assemblee territoriali quindi, al prossimo giro, ci basterà arrivare a Campiglia e l’esito delle votazioni è stato positivo con l’approvazione del bilancio e la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione. La nostra presidente rimane Antonella Oronte e la vice Lorella Masini, il consigliere delegato della zona Val di Cornia - Elba è Antonella Garganese. Insomma … viva le donnette!








martedì 20 settembre 2016

gli appunti di Annalisa di luglio

Mare profumo di mare … così iniziava una canzone tanto tempo fa e, proprio come la canzone, così abbiamo iniziato noialtri ad andare al mare. Direte voi: “perché profumo?” Perché il mare noi lo respiriamo tutto l'anno ma poi i giorni che lo frequentiamo diventano pochi e quindi ci rimane solo il suo profumo. Anche quest'anno abbiamo per così dire l'onore di frequentare Margidore o Le Prade, dipende dal vento, la gente di quelle parti ci considerano loro amici e quando non ci vedono un po' si preoccupano. Ci salutano si fermano a parlare con i nostri ospiti e ti dispiacciono se uno di loro non li saluta con enfasi. ci vorrebbero anche aiutare a sostenere il peso della carrozzina quando esce dall'acqua ma è un nostro compito e quindi li ringraziamo aggiungendo anche qualche battuta spiritosa. come scrivevo sopra il mare per noialtri rappresenta la nostra riconciliazione con l'ambiente che ci circonda ma anche un nostro momento di socializzazione con persone che vedono il diversamente abile come una persona difficile da avvicinare o da far divertire. i nostri ragazzi invece danno modo a chi li conosce o a chi li frequenta da un po' di tempo che sì, ci sono le difficoltà, ma che un’Antonietta che canta sul bagnasciuga o una Michela che si tuffa a capofitto nel mare proprio come un delfinetto o come una Patrizia che porta maschera e boccaglio perché spera di vedere i pesciolini che il padre pescava anni fa è una cosa che fa riflettere e pensare a quanta voglia hanno questi ragazzi (ormai vecchietti - senza offesa) di divertirsi è vero solo per qualche ora ma quest'ora è davvero piena e ricca di gioia, la stessa che trasmettono ai nostri vicini d'ombrellone ed oltre.
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venerdì 26 agosto 2016

la donna nella storia

Non è vero che la storia è stata fatta solamente dagli uomini … anche la “donna” ha dato il suo contributo appunto nel scriverla. Partendo dal 69 a.c. con Cleopatra passando per Giovanna d'Arco, Ella Fitzgerald, Maria Montessori, Marie Curie, Rita Levi Montalcini, Rosalina Franklin e tante altre abbiamo potuto assistere a tanti cambiamenti che queste donne hanno portato fino ad oggi. Questo è stato l'argomento principale che i ballerini di Jazzercise hanno voluto rappresentare al saggio finale di Portoferraio. Immaginate ora di essere ad un museo; ad un certo punto, sull' orario di chiusura, non riuscite a raggiungere l'uscita e … zac! Rimanete chiusi dentro. Panico totale … ma ad un certo punto le statue ed i quadri prendono vita. Vi ricordate il film Una notte al museo con Robin Williams e Ben Stiller? Lo scenario è quasi lo stesso, solo che a presentare lo spettacolo ed a fare la guardia notturna in questo caso è Riccardo Bacigalupi, con la straordinaria partecipazione di Martina Venturucci in veste di donna delle pulizie (quest'anno non ha ballato) e Chiara Marotti nella parte della turista rimasta chiusa dentro il museo. Con vari dialoghi, ma soprattutto con i balli dei diversi gruppi di Jazzercise, ci hanno fatto rivivere più di mille anni di storia. 

mercoledì 13 luglio 2016

begli incontri in Di Vittorio

Pina, la mia amica-collega-amica, non so dove ha picchiato la testa, o forse è entrato un po' di “baco matto” mentre dormiva, sennò non c'è spiegazione. L'educatrice bassa, geniale, non quanto me - ovvio - e alta, non quanto me - ovvio -  si è messa in testa di “affibbiarmi” Oriano Maggi. E non so perché. Volevo dirle che io nonostante sia zitella, non mi sento sola; eppure quando l'ho visto - Oriano - il 6 giugno alla riunione a Massa, mi sono fiondata da lui. Dal momento che ormai la prima votazione inerente all'articolo 40 dello Statuto della nostra cooperativa era stata fatta, agitata come un babbo che ha appena assistito al parto, sono andata a fumarmi una sigaretta. Dal piano terra, dove si trovano i portacenere,  l'ho visto all'entrata della struttura; al che mi sono avvicinata a lui e subito gli ho detto: “Pina vuole farci fare una storia! Sei sposato? Hai figli?” 

… a quelle domande le sue risposte affermative erano solo inerenti ai suoi due figli, ma per quanto riguarda la relazione non mi ha risposto. Come immortalare comunque quell'abbraccio che non è tardato ad arrivare da parte del genius dei PC?! Quindi sempre abbracciati ho urlato a Pina che appunto doveva vedere che la mia faccia a c*** non aveva subito variazioni inerenti agli eventi della vita - io la faccia ce la metto sempre - e lei dal soppalco dopo avermi sentito, nonostante il sottofondo di tutti i presenti, con aria stupita ci ha fatto varie foto tra il divertito e l'impossibilità della Marti di rinsavirsi: sono nata di fòri e di fòri morirò. Ma nonostante continuasse ad abbracciarmi Oriano mi ha detto: “ma lei ...” indicando con lo sguardo verso Pina visto che le mani le aveva impegnate a stringermi “… chi è?” O che mi tradisci così Oriano! Gli ho risposto che lei è il genio del PC e io non sono geniale quanto lei in questo campo, l'altezza invece è rimasta invariata e sconsolata mi sono slacciata da lui. 


Poi è passato quel popò del Marzi che, con la sua cadenza fiorentina, mi ha detto: “Belloccia!” e la mia autostima è risalita. Ho raccontato tutto l’accaduto a Pina … Marzi, dille per favore che è belloccia anche lei che ci è rimasta tanto male. Mi raccomando!




venerdì 8 luglio 2016

gli appunti di Annalisa di maggio

Buon compleanno "Di Vittorio"!
Oggi, 2 maggio 2016, sono esattamente 21 anni che la cooperativa Di Vittorio gestisce il Centro Diurno di Casa del Duca. Ricordo benissimo quel giorno perché anche allora era di lunedì. Vi confesso che all'inizio è stata dura perché noi operatrici dell’epoca eravamo passate dal full-time al part-time in più avevamo dovuto rinunciare al quarto livello e quindi, anche se continuavamo ad occuparci come sempre dei nostri ragazzi, non ci veniva riconosciuta l'esperienza degli anni passati. In seguito, grazie ai corsi di abilitazione alla categoria prima di O.S.A. poi di O.S.S. siamo ritornate al nostro livello. In questi anni siamo cresciuti, siamo diventati più che maggiorenni; voi direte “meno male” ma vi assicuro che il nostro spirito - anche di adattamento alle varie situazioni - ci fa sentire giovani e pronti a nuove esperienze! 



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lunedì 4 luglio 2016

il ballo delle debuttanti

Che bella esperienza abbiamo avuto modo di vivere domenica 15 maggio a Carpani, precisamente al Circolino; siamo stati, senza nemmeno rendercene conto, coinvolti in qualcosa di davvero bello ed emozionante! Ciò di cui parlo è stato ritrovarsi a tu per tu con il resto della realtà elbana, ma non solo, dei diversamente abili, che ci hanno aperto le braccia ospitandoci e ballando per noialtri. A questa bella festa c’erano altre associazioni di genitori: Incontriamoci in Diversi, San Giuseppe e Kintsugi Oltre Ogni Limite; associazioni di persone che sfidano gli scettici e mettono in primo piano il benessere dei loro cari portandoli anche ai confini del mondo per abbattere i confini della “diversabilità”. Ancora oggi è difficile muoversi per la strada con la carrozzina, le barriere architettoniche sono ancora tante, ma la forza di questi genitori è tale che anche a noi ieri ha commosso ed entusiasmato: pensare a tutto questo e vedere a che punto siamo arrivati oggi è una bella vittoria per noi e per loro. ma parliamo ora della festa. L’invito ci è stato portato, con tutta la sua dolcezza, da Antonella Colli e dal marito Franco Ascione (conterraneo del mio): due persone fantastiche! Non posso però non rammentare la signora Lilia, conosciuta come la moglie di Bastiano, altro nostro amico, che ci ha ospitato al Circolino per altre due meravigliose feste mettendoci a disposizione gratis la struttura, il bar ecc; il nostro amico Vincenzo Parola che si è destreggiato tra tanghi, valzer e rumbe latino-americane; la presentatrice, Rossella Celebrini, il sindaco e gli assessori presenti. Ma torniamo alle “danze”. Tutti i ragazzi, compresi i nostri, hanno offerto un ballo, un sorriso. Ospiti speciali della festa sono stati i ragazzi del gruppo “wheelchair dance” di Firenze che sulle loro carrozzine si sono esibiti in tanghi e rumbe e addirittura in una danza spagnola con tanto di abbattimento del toro nell’arena. Ad ogni ballo le ragazze, molto carine, si sono cambiate d’abito, acconciatura e scarpine, con colori abbinati al ballo che andavano ad eseguire. Dei veri e propri atleti, facevano volteggi da capogiro! La festa è continuata con la premiazione di tutti gli allievi, con una bella e grandissima torta e con una lotteria. Non poteva mancare un brindisi in quella bella sala, veramente gremita di persone, alcune delle quali fino a qualche anno fa non avremmo mai pensato di vedere sedute accanto a “noi-altri”. C’è voluta la forza e l’amore di Antonella a riunirci? Speriamo! Noi ci auguriamo che l’abbraccio che hanno avuto in questa occasione tutti i ragazzi presenti continui. Anche il nostro Papa Francesco quando ha abbracciato Laura, la nostra amica non vedente, ha ricordato che tutti alla vista di Dio siamo uguali. Quando durante la festa è stato chiesto a Laura cosa ha provato quando è stata abbracciata dal papa lei ha risposto con questa frase: “quello che ho provato è un messaggio segreto che solo le anime e i cuori possono ricevere”.


mercoledì 29 giugno 2016

il nostro grazie alla Capitaneria

Mercoledì 11 abbiamo ricevuto la graditissima visita di Capitan Emilio (come ormai lo chiamano i ragazzi) accompagnato, anche stavolta dagli ufficiali Alessio e Leonello, e dalla televisione locale (vedi interviste di Tenews). Noi eravamo stati avvertiti e abbiamo quindi pensato di ringraziare con un brindisi, naturalmente accompagnato da uno spuntino, perché non va bene bere a stomaco vuoto … tranquilli avevamo previsto anche un aperitivo analcolico! La visita è stata ancora più gradita perché accompagnata dalla consegna del malloppo, ma l’entusiasmo dei nostri ospiti non è mai interessato. Avevano accolto la Capitaneria con lo stesso calore fin dalla prima volta, quando ancora non li conoscevano e nemmeno pensavano che potessero essere così generosi con noi. Ripensandoci credo che proprio questa caratteristica abbia conquistato il nostro capitano: l’accoglienza qui da noi-altri non è mai formale, l’apertura è un dono che i nostri ragazzi fanno a tutte le persone che vengono a trovarci, la fiducia nel prossimo è di una naturalezza spiazzante. 

martedì 17 maggio 2016

figli

Mi commuove vedere Matilde qui con noi, penso alla sua mamma Mariacira con il fratello Antonio, ai miei figli, alle bimbe di Barbara: bambini cresciuti pensando che anche se qualcuno urla è solo una che urla, che qualcuno cammina e qualcun altro no, che qualcuno canta, un altro fa il là-là-là e qualcuno è stonato come me. Certo direbbero i nostri supervisori che cominciamo in tenera età ad impostare il nostro modello educativo invece noi pensiamo che forse basta ricominciare a vedere il mondo con occhi nuovi, senza pregiudizi inutili e fastidiosi. Pensiamo che l’accettazione e l’accoglienza siano valori impliciti in ogni essere umano e, se non poniamo inutili barriere, tutti i bambini sono felici di venire qua per cantare, colorare o giocare alla bambole con questi amici un po’ più alti di loro.



giovedì 12 maggio 2016

un regalo inaspettato

Domenica 3 aprile abbiamo partecipato al concerto dell’Orchestra giovanile degli Ostinati al Teatro dei Vigilanti, il cui ricavato è stato destinato per finanziare un progetto che ci permetterà (si spera) di recarci all’Acquario di Genova. Vorrei descrivere come siamo arrivati in quel teatro ma soprattutto parlare di chi ci ha regalato questa opportunità. Ebbene, dobbiamo ritornare un po' indietro con la memoria e precisamente al giorno del matrimonio di Francesca Puppo. Francesca, come la mamma Emanuela, è convinta che al Centro si possono fare miracoli con cose semplici ma che alla fine trovano sempre un loro utilizzo. Francesca quindi ci aveva commissionato delle bomboniere fatte con il gesso colorato, ma soprattutto dei portacandele per illuminare la sua bella festa nuziale. A questo matrimonio ha partecipato l'ormai noto - quantomeno per i nostri ospiti - maresciallo Leonello Barbacci, nostromo della Capitaneria di Porto di Portoferraio che ha avuto subito, senza nemmeno conoscerci di persona, un'empatia per l'entusiasmo e la diversità che possiamo offrire. 

martedì 19 aprile 2016

che emozione!

Oggi è ritornato, dopo tanti mesi d'assenza, Jacopo. Non vi dico la reazione dei nostri ospiti: tutti entusiasti, ma quella più contenta è stata la nostra Alice-Rita che subito si è emozionata. Ha detto e ridetto che non esiste altro uomo, che lei oggi mangia con lui, che come lui non c'è nessuno eccetera. NoiAltri che dire … con l'arrivo della primavera siamo ritornati ad essere una bella famigliola, tutti “emozionalmente” felici di trascorrere le nostre giornate con questi meravigliosi ragazzi.



ogni vita è sacra

Con l’arrivo della primavera oltre alle piante si sono svegliati anche gli insetti e gli uccellini. Sapete cosa è successo stamani? Eravamo alla fermata dell'autobus e oltre a vedere i pini del nostro vialetto fioriti e gli insetti che ne succhiavano il polline, c'erano anche due piccole cornacchie che erano intente a svolazzare da una parte all'altra della strada. Mi sono accorta dopo un po' che le osservavo, che anche loro conoscono il codice della strada e infatti hanno attraversato sulle strisce pedonali! Lo so, ci sarebbe voluta una foto, ma come è nel mio stile non ho avuto la prontezza di scattarla. Pensare però che possano tenere alla vita come noi mi ha fatto tanto riflettere a come noi umani tendiamo invece spesso a sottovalutare il valore sacro che ha la nostra vita.





mercoledì 30 marzo 2016

epistolario di NoiAltri

Caro Fabrizio, naturalmente sono andata a sbirciare la tua lettera. Lo sai che sono curiosa e che vorrei sempre essere messa a conoscenza di quello che succede qua dentro. Certo mi ha fatto molto piacere, capisco che alcuni passaggi possano essere interpretati come elogi, ma non credo proprio che qualcuno pensi che li hai scritti solo per farci i complimenti. Nella tua lettera si legge che non ti abbiamo risparmiato nessuna fatica fisica o mentale, ma nemmeno ti abbiamo negato nessuna esperienza, perché per un anno sei stato Noi-Altri e un pezzettino spero ti rimanga anche dopo. Se è vero, come tu dici, che cerchiamo di essere accoglienti e di educare - dato che in fondo questo siamo: educatori - all’accoglienza ospiti, stagisti e volontari allora permettici di condividere il tuo percorso; forse la tua esperienza può essere utile a qualcun altro. Se qualche altro ragazzo ha in mente di intraprendere questa strada ma non si sente sicuro, leggere che qualcosa di buono in fondo se ne ricava può farlo decidere per il verso giusto. E naturalmente il verso giusto siamo noi! Siamo felici che passare un po’ del tuo tempo con noi ti abbia aiutato ad avere più fiducia in te stesso, a migliorare le tue capacità, a scoprire in te altre doti ma anche, perché no, altri punti deboli: per noi l’obiettivo è raggiunto. Quando abbiamo aderito al progetto regionale di servizio civile proprio questo era il nostro obiettivo: permettere a ragazzi come te, che si affacciano titubanti e un po’ in soggezione al mondo del lavoro, di fare un’esperienza prima di tutto di umanità e civiltà, utile a sé e agli altri. Non credere che l’imbarazzo sia solo tuo: anche per noi c’è la difficoltà di condividere momenti interni, modalità di lavoro, magari criticità, che vengono “portati fuori” e per questo possono essere giudicati anche da non addetti ai lavori, da ragazzi giovani con esperienze molto diverse dalle nostre. Quello che ne ricava il Centro è non solo un aiuto (siamo bravissime a scoprire i punti di forza di chi viene qui e ad utilizzarli al massimo) ma è uno sguardo nuovo su noi stesse. Facciamo da anni questo lavoro e ci conosciamo vicendevolmente a fondo, ci è quindi utilissimo un punto di vista nuovo, aperto, privo di pregiudizi, per ripensare e rivalutare costantemente il nostro lavoro. Allora grazie, Fabrizio, ti aspettiamo appena ti sarà possibile venirci a trovare, meglio ancora se con amici e parenti.



martedì 29 marzo 2016

un anno è passato

Salve VoiAltri, sono Fabrizio, non so se mi conoscete, sono quel brutto individuo, un po’ orso come dice la Panichi, che viene dal lunedì lì al Centro da voi. Non so come dirvelo e mi duole annunciarlo: il mio servizio civile è giunto al termine. È una sensazione strana perché ho passato molto tempo insieme a voi e sembra ieri di aver varcato per la prima volta il cancello del Centro, sì, quel cancello che ogni mattina e ogni pomeriggio si doveva chiudere e aprire quasi in continuazione. Nel settembre 2014, al Centro per l’impiego, avevo deciso di provare il servizio civile per vivere una nuova esperienza, ma non sapevo ancora a che progetto aderire. Era l’ottobre dello stesso anno quando mi squillò il cellulare, guardandolo mi accorsi che era un numero che non conoscevo. Mi passò per la mente che fosse un call center ed ero pronto a buttare giù (perché quando vogliono sanno veramente come scartavetrarti l’anima) ma allo stesso tempo attendevo chiamate di lavoro. Quindi risposi e alla fine era la Pegaso di Firenze (Scandicci) che mi proponeva di intraprendere un cammino un po’ speciale con delle persone altrettanto speciali, ma prima dovevo svolgere un colloquio con la Pegaso stessa. Mi dissero di andare nel pomeriggio a visitare il Centro e conoscere un po’ i ragazzi e la Veludo. Partii di casa col pandino rosso e mi recai a Casa del Duca ma, come tanti, sbagliai centro andando alla RSA e allora mi diedero le indicazioni giuste. Entrando dentro la Casa Verde, verde come la speranza, notai delle persone che facevano delle attività e mi sembrava di interrompere qualcosa. Ma invece, chiedendo dove fosse la Veludo, mi si avvicinò una ragazza e mi disse: “ma ti ci porto io!” Questa ragazza era Lisanna che prendendomi a braccetto mi portò in ufficio e capii da lei che erano disponibili per ogni evenienza e che non ero di intralcio. Arrivando “a cospetto” della Veludo, lei mi accolse con un sorriso che pochi datori di lavoro sanno donare e mi fece subito sentire a mio agio durante il colloquio. Mi fece compilare tutti i fogli per aderire al progetto “le ali della Libertà” e far sì che mandando fax alla Pegaso, prendessi parte al colloquio con i suoi funzionari. Finito tutto il procedimento, Emanuela chiese a Lisy di portarmi a conoscere un po’ la struttura. Mi si affiancò anche Alberto e, come due carabinieri, mi presero a braccetto e mi “scortarono” all’orticello per mostrarmelo. Poi mi riportarono all’interno della struttura per farmi presentare agli altri ragazzi e alle operatrici. Qualcuno di loro mi sembrava di averlo già visto da qualche parte e poi realizzai che erano i ragazzi che ogni anno salivano sul palco nei saggi di Jazzercise. Quando andai via mi salutarono molto calorosamente e intuii da subito che ero capitato nel posto giusto e speravo di essere assunto dopo il colloquio con quelli della Pegaso. Quando ultimai anche quello, svolto a Piombino nel novembre dello stesso anno, ci volle un mese prima che la Legacoop mi desse una risposta. E quando arrivò fui felice come una Pasqua, anche se ci si preparava per il Natale. Mi dissero di ritrovarsi, insieme ad altri ragazzi di tutta la Toscana che avevano scelto il mio stesso cammino, a Firenze ad anno nuovo per finalizzare le ultime cose burocratiche e per farci spiegare a tutti noi il nostro compito. Tutto questo si concretizzò nel mese di febbraio. Finalmente si arrivò a quel mercoledì 25 febbraio e fu per me un momento molto emozionante. Mi ricordo che ero molto impacciato e non sapevo da dove iniziare e per fortuna c’erano le operatrici e la Veludo che mi davano qualche dritta sul da farsi.

martedì 15 marzo 2016

l'esercito NoiAltri

In questi giorni molti famigliari mi hanno chiesto preoccupati l’esito della gara di appalto per la gestione di questo Centro. Intanto ringrazio tutti per la fiducia che ci dimostrate quando vi auspicate la conferma alla nostra cooperativa nella gestione e voglio rassicurarvi sul futuro. Per il momento non c’è stata alcuna aggiudicazione “ufficiale” ma siamo certi che nessun altro ha partecipato alla gara, quindi se i nostri uffici hanno fatto le cose per bene (e di questo non abbiamo dubbi e ringraziamo Laura e il suo staff) saremo sicuramente riconfermati per i prossimi 6 anni. Per il momento l’organizzazione è ancora quella del progetto precedente, appunto perché non c’è ancora stata nessuna valutazione di quello nuovo. Sarà nostra cura organizzare un incontro nelle prossime settimane per informarvi di qualsiasi novità o eventuale modifica rispetto al presente assetto. Ma ora voglio aggiungere anch’io due righe sulla festa di carnevale. Confesso di aver dato un’occhiata agli articoli delle colleghe e del nostro Fabrizio. L’entusiasmo, la soddisfazione e il compiacimento che vi si legge mi sembra sia stato condiviso da tutte le persone intervenute che ci hanno salutato ringraziandoci felici. Io voglio svelare un piccolo retroscena. Come ricorderete tutti gli operatori interpretavano l’esercito della carte da gioco, che consentiva da una parte di lasciare tempo e spazio alla realizzazione di costumi più complessi, e dall’altra di identificarci come il gruppo che protegge tutto il villaggio. Bene. Ho visto le carte sugli attaccapanni e mi sono un po’ preoccupata, mi sembravano davvero troppo corti! Naturalmente mi sono tenuta per me la perplessità: avevano già tutti così tanto da fare che non era proprio il caso di fare la lagna, in fondo non era che un gioco di Carnevale e avrei messo calze più spesse. Il venerdì, subito dopo pranzo, abbiamo aiutato i ragazzi a vestirsi e a truccarsi e infine, prima dell’arrivo degli ospiti, ci siamo vestiti anche noi operatori. Anna ha distribuito i costumi e solo allora mi sono accorta che non erano affatto tutti uguali, al contrario; anche se eravamo tutte carte, ognuno aveva il suo costume esattamente su misura ed il mio era proprio di una lunghezza perfetta! Anna non me l’aveva mai fatto provare: semplicemente, con il suo occhio allenato, mi aveva preso le misure a distanza. Ma non è che questa attenzione speciale era riservata solo a me, al contrario ogni particolare di questa festa era esattamente “su misura”. I costumi, i tempi, i decori, i lavori di preparazione sono stati pensati per soddisfare preferenze, attitudini e bisogni di tutti gli ospiti. Secondo me è per questo che la riuscita è stata tanto positiva. Nonostante qualche preoccupazione nell’aria (era il periodo del rinnovo dell’aggiudicazione) il nostro favoloso esercito non ha abbassato la guardia e ha perseguito deciso il proprio fondamentale ruolo: “avere cura” di tutto il gruppo Noialtri e, contemporaneamente, di ciascuno in particolare.



lunedì 25 gennaio 2016

una terribile vigilia!

Tutti voi sicuramente avete saputo dai vostri ragazzi della disgrazia che ci ha sfiorato alla vigilia del Natale. Antonio, mio figlio, voleva festeggiare in piazza ma per una parola capita male è venuto alle mani con una persona che non è italiana ma che lavora all’Elba forse da pochi anni visto che non ha capito l’apprezzamento di una frase. Antonio è stato colpito ma la rissa vera e propria è esplosa fuori dove uno di questi stranieri aveva in mano un coltello. In pochi secondi la festa si stava trasformando in tragedia. Antonio porterà i segni dell’accaduto non solo sul volto ma anche nell’anima. A noi familiari fa paura anche il solo pensare che lo straniero possa portare dolore su questo bellissimo scoglio. Noi siamo venuti via da una realtà simile ed abbiamo voluto realizzare tutta la nostra vita fuori da quel contesto sociale … vedercela arrivare anche qui non è poca cosa. Approfitto di queste pagine per ringraziare tutti quelli che conoscendoci hanno avuto un pensiero gentile, una telefonata, una e-mail per  mio figlio.


lunedì 11 gennaio 2016

popolarità e affetto

Questo articolo vuole essere un ringraziamento ai nostri ragazzi che sono bravissimi a portare avanti ogni tipo di attività. La loro collaborazione è stata preziosa nei vari laboratori: manipolazione, disegno, nelle diverse esperienze lavorative sia interne che esterna. Grazie alle nostre attività di socializzazione oggi siamo ben conosciuti da tutti quelli che vivono sul territorio elbano ma non solo! A volte tramite facebook sono collegati i miei fratelli che non vivono all’Elba e ormai sanno vita morte e miracoli di tutti noi. Finalmente la conoscenza del diversamente abile si sta trasformando da semplice curiosità ad affetto sincero e questo a noialtri piace molto!