Buongiorno gente! Avete presente le mattine in cui ti alzi felice perché la notte è stata ristoratrice, la mattina è appena spuntato il sole, insomma tutto sembra liscio? Ecco. Io quella mattina avevo vissuto tutt’altro di ciò che ho appena descritto. Di prima mattina infatti avevo dovuto smontare i tubi della stufa a legna, pulirli e rimontarli, nonché accendere il fuoco. Avevo poi dovuto pulire approssimativamente il pavimento dalla fuliggine, perché ad ogni passaggio dei cani vicino alla stufa, l'impronta delle loro zampe era una firma assicurata della loro curiosità riguardo a questa polvere unta e acre che come carta carbone dava prova della loro esistenza e del loro passaggio. Finito il montaggio e l’accensione del “fuego della passion” e la pulitura sommaria del pavimento sono salita in macchina con l’intento di recarmi al lavoro. Dopo pochi metri in auto mi sono resa conto che la ruota anteriore destra era a terra … Che fare? Ho portato con una lentezza calibrata l’auto nella strada principale della località in cui abito e ho atteso speranzosa che arrivasse qualcuno. Abitando in campagna e in una deviazione rispetto alla strada principale sterrata, di certo vicino a casa mia non sarebbe venuta alcun'anima viva ad aiutarmi. giornalino d'informazione di fatti, cose, persone speciali del Centro di Casa del Duca
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martedì 8 maggio 2018
Marti e le sue avventure
Buongiorno gente! Avete presente le mattine in cui ti alzi felice perché la notte è stata ristoratrice, la mattina è appena spuntato il sole, insomma tutto sembra liscio? Ecco. Io quella mattina avevo vissuto tutt’altro di ciò che ho appena descritto. Di prima mattina infatti avevo dovuto smontare i tubi della stufa a legna, pulirli e rimontarli, nonché accendere il fuoco. Avevo poi dovuto pulire approssimativamente il pavimento dalla fuliggine, perché ad ogni passaggio dei cani vicino alla stufa, l'impronta delle loro zampe era una firma assicurata della loro curiosità riguardo a questa polvere unta e acre che come carta carbone dava prova della loro esistenza e del loro passaggio. Finito il montaggio e l’accensione del “fuego della passion” e la pulitura sommaria del pavimento sono salita in macchina con l’intento di recarmi al lavoro. Dopo pochi metri in auto mi sono resa conto che la ruota anteriore destra era a terra … Che fare? Ho portato con una lentezza calibrata l’auto nella strada principale della località in cui abito e ho atteso speranzosa che arrivasse qualcuno. Abitando in campagna e in una deviazione rispetto alla strada principale sterrata, di certo vicino a casa mia non sarebbe venuta alcun'anima viva ad aiutarmi. mercoledì 12 aprile 2017
gli appunti di Annalisa di marzo
venerdì 24 marzo 2017
gli appunti di Annalisa di febbraio
venerdì 17 marzo 2017
un carnevale ... spettacolare!
Quest'anno, dopo 14 anni sono ritornata a vedere il Carnevale di Viareggio, questa volta con Daniele. Ad ottobre, dopo aver visitato la Cittadella del Carnevale insieme ai ragazzi, quando sono tornata a casa ho proposto a mio marito di andare al carnevale a febbraio e lui l'ha accettata subito. A novembre ho incominciato a cercare un albergo per il pernottamento, perchè avevamo deciso di partecipare alla sfilata serale di sabato 18 febbraio. Le altre sfilate sarebbero state di domenica pomeriggio e visto che il lunedì si lavora era una cosa impensabile potervi partecipare. Sabato 18 siamo partiti con la nave delle 10. Quando siamo sbarcati dal traghetto, abbiamo fatto una tappa a Venturina a salutare degli amici di famiglia ed a fare benzina, visto che al di là del canale costa di meno. Verso le 12 siamo ripartiti per Viareggio. Una volta arrivati, abbiamo fatto il check-in in albergo e poi siamo andati a pranzo. Abbiamo trovato un locale molto carino, che si chiama Trattoria Toscana da Maide, si mangia molto bene e si spende il giusto e la gentilezza dei proprietari è al top, sembra di essere in famiglia. Dopo aver mangiato (non sapevamo se ce l'avremmo fatta ad alzarci dal tavolo), ci siamo diretti verso la passeggiata dove ci sarebbe stata la sfilata dei carri che sarebbe iniziata alle 17. Dovevate vedermi! Ero emozionatissima, come una bimba davanti ad una montagna di regali. Quando i carri hanno cominciato a sfilare, mio marito ha strabuzzato gli occhi. È rimasto come uno stoccafisso nel vedere la loro maestosa grandezza.
Tra i vari carri c’era anche quello della foto in fondo, al quale ha lavorato anche un mio amico che si chiama Gabriele Galli. La sua famiglia è da sempre una famiglia di carristi. Il suo nonno, Arnaldo Galli - che vedete nella foto con la sua “discendenza” - ha addirittura vinto 8 premi. Oltre a Gabriele ho rivisto altri 2 amici: Maurizio Carmassi e Simone Campanaro (nella foto qui a fianco). La sfilata è durata 3 ore e mezza. Verso le 20:30, ormai a buio sono iniziati i fuochi d'artificio musicali durati 40 minuti: che sono stati stupendi è dir poco!
Dopo i fuochi siamo andati a cena e poi a nanna. Il giorno dopo, ovvero la domenica, abbiamo fatto colazione e poi siamo tornati sul viale a mare a fare una passeggiata. C'erano in mostra macchine d'epoca e non. Anche questo è piaciuto tantissimo a Daniele. Che dire … è stato un week-end spettacolare, tanto che mio marito ha detto: "merita venirci tutti gli anni". Che dite, mi farò sfuggire questa occasione? La risposta è NOOOO! Anzi consiglio a tutti, almeno una volta nella vita, ad andare a vedere il Carnevale di Viareggio. Chissà, magari il prossimo anno incontrerò qualcuno di voi. Vi metto qualche foto dei carri che hanno sfilato, riuscirò a far venire la voglia a qualcuno di andarci? mercoledì 15 marzo 2017
dal taccuino di martina di febbraio 2017
Faceva freddo? No! Pioveva? No! Ecco, queste sono già due variabili che hanno influenzato l'esito della serata, cioè i cappottini non erano necessari! Una volta all'anno io, Carlina e To-Pina ci incontriamo perché è così che abbiamo deciso nel 2010 quando Carlina ha lasciato il Centro per entrare alla Asl elbana come OSS. Siccome non ce la facciamo a trovarci diversamente perché così è la vita, almeno una volta all'anno sentiamo il bisogno di vederci per dare un senso alla nostra vita da un altro punto di vista. L'idea era di vederci ad un certo orario per l'iniziazione della serata aperitivando. To-Pina era in ritardo - di solito la ritardataria sono io - e quindi sono andata in casa sua; nonostante non fosse molto tempo che ero andata da lei a cena ho potuto rivedere la sua bella casa. Ma la cosa che ci è piaciuta più di tutto era che To-Pina si truccava e io stavo seduta sopra il bidet; proprio come quando si ritrovano le adolescenti che stanno o tutte in bagno o tutte in camera. Anche a noi evidentemente era salita un po' di malinconia nel vederci in quella scena; perché le cene, si sa, danno il senso della goliardia e a noi ogni volta sale su questo senso di euforia. Raggiunta Carlina all'Angolo Bar ci siamo date da fare per pareggiare gli aperitivi della nostra ex-collega e sempre-amica e ci siamo anche riuscite! Volevo precisare che è molto difficile che io beva gli alcolici, ma quella sera il prosecchino prima e il vinello della cena poi, andavano giù che sembravano unti! Davanti ad un ampio menù, tra cui anche di carne, le bimbe hanno avuto l’accortezza di prendere pesce come me, e quindi siamo partiti con tre antipastini marinari buonissimi e poi un secondo di patate e baccalà. Riuscivamo comunque a coordinare pensieri-bocca, ora masticatoria, ora libera di fare uscire le parole quindi concetti. Ad un certo punto è venuto uno scroscione d'acqua che a noi sinceramente non ha sfiorato minimamente, anzi è stata poi una fase prodromica per andare fuori al riparo e farmi una sigaretta. Anche Carlina ha fumato la mia sigaretta e anche To-Pina ha fatto un tiro e manca poco si sviene. Dal momento che le mie amiche hanno smesso di fumare tutte e due, questa azione ci ha riportato indietro un po' nel tempo proprio come le adolescenti che alla prima uscita libera iniziano a fare le grandi. Vogliamo finire questa cena con un dolcino? Ovvio! I “cremosi” alle mie amiche, i cantuccini inzuppati nell'acqua io. Sì, perché tutti i biscotti e le torte fatte in casa mi piacciono pucciati nell'acqua. Ma un finale di ammazza caffè? Il limoncino io no: ci prese un bel un po' di tempo fa il classico merdone che solo la bottiglia mi fa salire ogni istante di 20 anni fa; quindi per me un Cynar, un limoncino per la To-Pina e Carlina non ricordo. Scusate ma come faccio a continuare a dire che sono astemia? Ok, la conclusione di questo taccuino è che ho la consapevolezza che ormai sono pseudo-astemia e che a noi tre una sera e basta non ci basta!mercoledì 8 marzo 2017
dal taccuino di Martina di gennaio 2017
Pina mi rincorre. Mi ha chiesto cosa ho di pronto inerente al Taccuino. In realtà non ho niente di scritto. Non ho storie di cani, gatti, nipoti e storie annesse cui dare una collocazione spazio temporale. Ma mentre scrivo e rifletto su cosa orientare i miei pensieri, in effetti qualcosa mi balena in testa: che siamo tutti diversi. Ma questa diversità che dovrebbe essere una risorsa e una prerogativa per imparare qualcosa dal diverso da me come arricchimento di cultura, viene esaltato ed esasperato alzando muri e barriere, non solo a livello mentale, ma anche fisicamente. Questa gente, queste persone, queste famiglie, con vestiti diversi dai miei, con colori della pelle diversi dal mio, con suoni gutturali diversi dai miei, scappano da una guerra, spesso guerre civili - civili … perché civili non l'ho mai capito - e cercano di salvare le loro vite, le vite dei loro figli. Siamo tutti diversi, ma nella diversità siamo tutti uguali: due gambe, due braccia, una testa, un corpo, un buco di culo. Ma l'Europa mi sembra che se ne sbatta particolarmente di questa povera gente che scappa dalle civiltà della guerra e italiani che a loro volta protestano, anche giustamente, perché vengono agevolati gli immigrati, mentre nelle quattro regioni colpite dal terremoto continuano a morire per il freddo e per l'incapacità gestionale della Protezione Civile (dopo aver tolto le facoltà a Bertolaso) per le case provvisorie ai nostri terremotati. Allora mi chiedo se il genere umano c’è o ci fa. Io non sono uguale a te, tu non sei uguale a me ma possiamo aiutarci e condividere. Paradossalmente dovremmo chiedere aiuto alla mafia; come dice Pif: “la mafia uccide solo d'estate” e dal momento che siamo in inverno ora non uccide. I politici italiani, che per me non se ne salva uno, hanno una capacità di tirarcelo nel “didietro” e noi, evidentemente, ci piace perché non facciamo niente per ribellarci come popolo italiano. Trasmissioni in tv in cui politici e gente comune si scannano, dirigenti che pensano solo ai propri interessi e gente che vive con 290 euro mensili, come quella signora di Firenze che devono toglierle ulteriori 50 euro. C'era pochi giorni fa su “Quinta colonna”, la trasmissione condotta da Paolo Del Debbio. Su Raitre, nel tardo pomeriggio, Bianca Berlinguer conduce “Carta bianca” e anche in questo programma la politica la fa da padrone, nel senso che gli argomenti sono sempre gli stessi. Sempre le solite cose in Tv, tutti quaquaraquà ma poi tutti sono contro tutti e non si arriva a una conclusione. Fax, email, che non sono arrivati in tempo e 29 morti di Rigopiano sulla coscienza non ce li ha ancora nessuno. Intanto i familiari piangono parenti che hanno avuto solo la colpa di andare a farsi una vacanza. Non vado troppo in giro, non ho soldi, ma per fortuna arrivo a fine mese; ma quando vado a fare le ferie sinceramente non mi sono mai posta il problema se quell’albergo aveva avuto il via libera alla costruzione in quel luogo. In Italia no. In Italia si costruisce “così”, tanto il Dio Soldo annulla le magagne e le vite altrui. Ma poi nessuno è responsabile quando accadono questi disastri. Il “bel Paese” era un bel paese. Ora è una bomba a orologeria, piena di gente disperata che si trova porte, anzi, muri e fili spinati da ogni parte. Bada bene, senza discriminare stranieri e italiani. E ora che c'è un nuovo presidente americano, secondo me le cose si amplificheranno anche di più. Ha già detto che alzerà il muro al confine con il Messico. Io non ho figli, cioè io non voglio che la mia vita continui attraverso dei discendenti, e davvero è una scelta senza pentimento; ma quando vedo sui mass media strazianti immagini come quel bimbo di due anni, prono, senza vita sulla spiaggia, allora sono davvero una fallita come mamma, sorella, come figlia; perché tutti hanno il diritto di vivere. In casa dei miei nonni paterni succedeva che anche il forestiero era il benvenuto, prima era così e dove si mangiava in 11 si mangiava anche in 12: un po' meno a tutti ma tutti godevano della condivisione. Ora no. Non hai da mangiare? Cavoli tuoi! È questo ora il pensiero comune. Nel 2000 tenni in casa mia per un mese circa due donne clandestine. Mi ricordo che andammo in questura per far vidimare il visto; uscirono dall’Italia e poi ritornarono per stare a casa mia un altro po'. Rischiai di pagare un botto di soldi per ogni clandestino nascosto. Non è accaduto fortunatamente e so che ora stanno bene. Troppi uomini a comandare e troppe poche donne. Cambierebbero tante cose in positivo con le donne al potere.lunedì 20 febbraio 2017
gli appunti di Annalisa di gennaio
martedì 14 febbraio 2017
da Torino con amore - parte settima
È gennaio e tutte le feste sono finite. È ora di riprendere il ritmo del solito tran tran e cosa mi tocca fare per prima cosa? Dalla lettura del titolo avrete già capito: raccontarvi del periodo passato a Torino. Purtroppo quest’anno ci sono potuta stare pochi giorni perché per sfortuna le festività sono capitate di sabato e domenica. Ma andiamo avanti. Una nuova notizia che volevo darvi è che ad agosto sono diventata zia per la terza volta di una bella bimba di nome Rebecca. Doveva nascere ad ottobre ma qualcosa è andato storto ed nata di 7 mesi. Pesava 880 grammi e ha passato i suoi primi 2 mesi in incubatrice, ma se la vedete ora non sembra che sia nata prematura, ora pesa 4 kg. Ma su a Torino non ho visto solo l’ultima arrivata. Ho rivisto le mie pesti e le ho trovate molto cresciute. Il più grande, Elia, ha voluto dormire a casa di mia mamma per 3 giorni, perché voleva passare un po’ di tempo con noi. Abbiamo fatto i vagabondi ma abbiamo fatto anche i cuochi. Sì, i cuochi, perché abbiamo dovuto preparare da mangiare per il pranzo del 1° dell’anno. Peccato che questi giorni sono passati in fretta. Sarei stata ancora qualche giorno ma purtroppo il lavoro chiamava. Anche mio marito doveva rientrare a lavorare il 9 gennaio. Che dire, meglio poco che niente! Una cosa è certa: vi porto un caloroso abbraccio ed un bacione affettuoso da parte di mia mamma e mia sorella.lunedì 23 gennaio 2017
gli appunti di Annalisa di dicembre
Benvenuto Greg. Finalmente è nato anche Gregorio! Si pensava di passare un altro Natale in ospedale, come da nostra tradizione ormai, ed invece lui ci ha graziato: è nato intorno alle 23,50 - minuto prima minuto dopo - del 17 dicembre. Qualche ora prima scommettevamo che anche lui avrebbe fatto ingresso in questo mondo il 18 e già pensavamo a come festeggiare i compleanni. Perché dovete sapere che Matilde, la mia streghetta, è nata a dicembre di 6 anni fa e precisamente il 18, alle 8 del mattino dopo una lunga nottata passata al gelo di quella stanza d’ospedale dove non c’era il riscaldamento centralizzato ma solo una piccola stufetta. Io che tremavo dal freddo avvolta da una coperta militare e mia figlia invece che piangeva dal dolore perché non si sapeva ancora che avesse le 2 anche fratturate . Invece Greg è venuto alla luce delle lampade della sala parto quasi in sordina. Non ha voluto togliere niente a nessuno: né il sonno a noi nonni, né il compleanno a Matilde. Greg pesa 3,300 kg, è in ottima salute ed è un altro sagittario. Che dire … siamo davvero fortunati. Auguri Greg dal profondo del cuore. venerdì 20 gennaio 2017
dal taccuino di Martina di dicembre 2016
La cosa è andata così e ancora non si è risolta definitivamente. “Ma di che parli?” Ecco, parlo di questo: delle fughe di Lulita dal giardino di casa mia, che pensavo che fosse un fortino a prova di cinghiali che non entrano, ma non a prova di cani che escono. Ma devo tornare indietro per far capire un po’ di cose. La mia vicina di casa con me nella foto), vicina per modo di dire, perché in effetti la mia casa è single come me - è per questo che l’adoro - mi chiese se potevo farle un piacere. Doveva andare dal suo fratello che abita in mezzo alla neve a Courmayeur dove gestisce un rifugio, e quindi mi aveva chiesto se potevo governare i suoi 3 gatti, Gastone, Penny e Rossella. Io e la mia vicina ci siamo avvicinate molto quest’anno, purtroppo la nostra amicizia si è accesa e rafforzata in un momento di dolore: il decesso di suo marito, dopo 35 anni di matrimonio. A volte proprio nel momento di dolore si innesca un qualcosa che consolida un qualcos’altro. Già a maggio mi chiese se potevo governare i suoi gatti, perché sarebbe andata in ospedale fuori Elba. Ancora suo marito era in vita così come le speranze, anche se sapevamo tristemente il risultato. Da quel giorno le nostre vite si sono concatenate; quando poi a giugno Enzo fu dimesso dall’ospedale, Emanuela, così si chiama la mia amica-vicina, rimase a casa per lungo tempo, per seguire e accudire il marito fino al 26 luglio quando Enzo è diventato un angelo. In quel periodo, siccome i miei vicini, entrambi artigiani del cuoio, hanno un negozio a Portoazzurro, decisi di tenere aperto io il loro negozio “a gratis”. mercoledì 28 dicembre 2016
gli appunti di Annalisa di novembre
Tempo di shopping. Domenica 27 novembre, ospitati dal Centro Culturale di Sant’Ilario, abbiamo realizzato un mercatino per gli acquisti natalizi. Siamo già alla seconda esperienza e anche quest’anno ci è stato assegnato il banchetto di fronte alla scalinata principale del paese che porta alla chiesa di Sant’Ilario. È un posto ben visibile da tutti anche perché chi va in chiesa passa proprio davanti a noi. La giornata ci ha ben voluto infatti non era freddo, c'era soltanto un po' di nuvolo ma senza conseguenze. Ma veniamo al nostro banchetto. Abbiamo cercato di realizzare cose che tutti potessero comprare e abbiamo spaziato un po' in tutti i campi del bricolage: dalla carta dei rotoloni da cucina, alla pasta di sale, alla stoffa, ai barattoli rivestiti di stoffa e merletti, alla realizzazione di veri e propri gioielli fatti di semi vari a dei porta candele natalizi rifiniti con nastri e preziosi brillantini. Il mercatino è iniziato verso le ore 11 e si è concluso con l'arrivo del buio. Inizialmente c'è stata un po' di indecisione ma poi, dopo pranzo, la gente ha preso il via e ci siamo trovati a dover imparare in fretta e furia i prezzi degli oggetti senza doverli leggere tutte le volte dal foglietto che la nostra Maria aveva scritto. Abbiamo realizzato oltre 400 euro; certo, un po' poco per il viaggio che abbiamo pensato di fare; per questo parteciperemo ad un altro mercatino questa volta a Portoferraio. Speriamo che chi non è potuto venire possa questa volta visitare e comprare da noialtri.
Un compagno inaspettato. Come tutti voi sapete non sto mai ferma; mi ritrovo purtroppo a passare i pomeriggi a camminare perché mangiando molto accumulo tanta energia che devo eliminare in qualche modo. Così, passeggiando passeggiando, sono capitata davanti all’ecomostro di Procchio. Dopo aver annusato nell'aria un odore di escrementi di cavallo ed asino, oltre una rete c'era una bella sorpresa: un meraviglioso cavallo marrone con le zampe nere. Era lì nel suo box ma libero di poter girare nel recinto realizzato per lui dal suo padrone. L'ho chiamato con uno schiocco e lui si è girato. Non avevo nulla da offrirgli per cui l’ho lasciato. Il giorno dopo però gli ho portato delle carote che lui ha apprezzato. Ci sono ritornata varie volte. Il cavallo - sembra strano ma credetemi perché è vero - ha imparato a riconoscere i miei passi. Quando arrivo lui viene alla rete e si lascia imboccare. Non conosco il proprietario ma sono convinta che a lui non dispiacerebbe sapere che c'è qualcuno che veglia il suo bel cavallino.venerdì 4 novembre 2016
dal taccuino di Martina di settembre 2016
È l’8 settembre e intorno alle 12 e 30 mi arriva l’sms di zia Franca che insieme a zio Renato avrebbero preso la nave delle 13:00 per arrivare all'Elba, precisamente a Porto Azzurro dove hanno la casa. Che notiziona per me! Sì, perché nonostante io ami tutti i miei zii, loro: Franca e Renato, hanno un qualcosa, una marcia in più. È vero che sono i miei zii, ma hanno la peculiarità di essermi “amici” nei momenti di crisi e nel corso della mia vita ne ho vissuti abbastanza. Mi sono sempre confidata con zia, tanto che spesso, sconfortata, si chiedeva come potevo mettermi nei casini così frequentemente. Ho ricordi amorosi in loro compagnia; mi ricordo che da piccina zia, con i capelli lunghi, prendeva i lembi dei capelli ai lati del volto, li intrecciava e fermava tra il labbro superiore e il naso facendo così i baffi e io, che avrò avuto tre o quattro anni, ridevo, ridevo, ridevo! Con zio invece ho ricordi che l'hanno anche deluso; tipo il periodo di Natale in cui si vestiva da Babbo Natale e io, riconosciuto dagli occhi, gli dicevo: “tu sei il mio zio Renato, non Babbo Natale!” Oppure quando con tutti i cugini e tutti gli zii facevamo i picnic e siccome zio, capo dei lupetti, sapeva un sacco di giochi; ci invitava a rincorrere i piccioni cercando di mettere il sale sulla loro coda perché zio diceva che in quel modo gli animali si sarebbero trasformati in statue immobili. E allora tutti a rincorrere i poveri piccioni e solo ora ho capito che cercavano di “schiantarci” facendoci divertire così la sera avremmo dormito come angioletti. Insomma, questi zii sono stati per me una grande risorsa perché con i miei genitori invece non c'è mai stato un grande rapporto emozionale. Così il venerdì sera ci siamo visti. Ovviamente mi sono auto-invitata a cena, come tacito accordo ormai consolidato da quando vivo su quest'isola stupenda; e come tacito accordo porto il gelato. I miei zii hanno espresso la volontà di venire a trovarci al Centro e così in una tarda mattinata si sono presentati a Casa del Duca. Come ogni qualvolta succede quando entra una novità, i ragazzi li hanno accolti con un grande entusiasmo … guardate la foto!
lunedì 29 agosto 2016
dal taccuino di Martina di giugno 2016
Due piccioni con una fava vuol dire questo: divertirsi. Torno indietro e mi spiego meglio perché solo io mi capisco. Venerdì 24 giugno sono partita per la mia terraferma perché il sabato ci sarebbe stato il festeggiamento del 50° anniversario di matrimonio dei miei genitori ma volevo anche vedere le mie amiche “69ine”. Per questo motivo venerdì mattina sono partita tutta emozionata al solo pensiero di vedere le mie amiche delle elementari. Quando sono arrivata a Cecina Mare mi sono diretta subito da Cecilia, l'imprenditrice n° 1 del gruppo che ha 2 gelaterie appunto in quel posto.
Un caffè, una telefonata, che diceva proprio che sarebbero arrivate a breve le altre tre del gruppo e anche a loro un caffè offerto da Cecilia. Così ci siamo dirette alla casa dei suoceri di Viviana a Vada per aspettare Cecilia che nel frattempo doveva finire le torte per un compleanno o forse più e di Debora, che ci avrebbe raggiunto appena uscita dal lavoro scolastico. Ecco, siamo tutte. Possiamo cibarci di roba buona e nel frattempo parlare di figli, conversazione a cui io non partecipo più di tanto se non nell'ascolto e di gente che più o meno ho dimenticato nel volto e nei nomi. Michela è la prima che se ne va, deve andare a preparare le sue meravigliose pizze: ecco l'imprenditrice n° 2 del gruppo e con quegli occhioni scuri mi dice che un posto per dormire si trova sempre! Io sono molto pigra per viaggiare ma dietro c’è un’organizzazione non da poco per far star bene prima di tutto i miei cani, che vanno in una pensione, e la gatta che per tre o quattro giorni preferisce vivere fuori casa. È finita la giornata, fatta di coccole e ricordi, di storie da dimenticare e di risa che ci accompagneranno fino al prossimo incontro; le mie amiche 69ine tra loro sovente si ritrovano.venerdì 8 luglio 2016
gli appunti di Annalisa di maggio
Buon compleanno "Di Vittorio"!
Oggi, 2 maggio 2016, sono esattamente 21 anni che la cooperativa Di Vittorio gestisce il Centro Diurno di Casa del Duca. Ricordo benissimo quel giorno perché anche allora era di lunedì. Vi confesso che all'inizio è stata dura perché noi operatrici dell’epoca eravamo passate dal full-time al part-time in più avevamo dovuto rinunciare al quarto livello e quindi, anche se continuavamo ad occuparci come sempre dei nostri ragazzi, non ci veniva riconosciuta l'esperienza degli anni passati. In seguito, grazie ai corsi di abilitazione alla categoria prima di O.S.A. poi di O.S.S. siamo ritornate al nostro livello. In questi anni siamo cresciuti, siamo diventati più che maggiorenni; voi direte “meno male” ma vi assicuro che il nostro spirito - anche di adattamento alle varie situazioni - ci fa sentire giovani e pronti a nuove esperienze!
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mercoledì 13 aprile 2016
dal taccuino di Martina di marzo 2016
P.S. Scusate se mi intrufolo nel taccuino di Martina ma vi devo proprio confessare che le uniche persone di cui ci piace parlare siamo noi stesse e non ci risparmiamo mai nelle critiche e nelle prese in giro! Barbara
mercoledì 3 febbraio 2016
dal taccuino di Martina di gennaio 2016
Bisogna considerare questo assioma: Sofie la mattina mi viene a svegliare con i suoi baffi che mi fanno il solletico e mi costringe pertanto a nascondermi sotto le coperte oppure ad alzarmi per darle il cibo. Ormai ho appurato che la seconda alternativa è la migliore; anche se è quella che mi fa più fatica, è la più efficace per quanto riguarda l’equilibrio familiare. È vero anche che in una famiglia per vivere in armonia si arriva ai compromessi e anche se l’unico bipede intruso nella tana sono io, sono pur sempre io a condurre il gioco della vita collettiva. Secondo i miei animali io sono semplicemente colei che si appoggia in quella casina nel bel mezzo del bosco, bosco dove vivono cinghiali notturni che interrompono i nostri sogni tranquilli - questo me lo ha detto Grisù. Casina nel bosco che appena è un po’ più pulita, noi la dobbiamo sporcare perché una casa polverosa e con spezzettamenti residui di legna morsicati per la stufa sparsi per il pavimento e peli di cane che volano nella stanza hanno una valenza di vita sana - questo lo ha detto Lulita. E siccome Sofie ha capito che uscire di casa la mattina con una pancia piena è molto meglio che con una pancia vuota, ha capito anche che svegliarmi è davvero un ottimo sistema; anche perché non posso fare diversamente: i croccantini della gatta non possono essere lasciati per terra in una ciotola perché i cani li mangerebbero e i cani non possono mangiare i cibi felini perché sono dannosi per loro. Insomma finisco questo taccuino dicendo che: chi va al mulino si infarina, chi ha animali ha felicità pelosa per casa! E ora torno a dormire con la mia tata - questo lo ha detto Sofie.lunedì 25 gennaio 2016
una terribile vigilia!
Tutti voi sicuramente avete saputo dai vostri ragazzi della disgrazia che ci ha sfiorato alla vigilia del Natale. Antonio, mio figlio, voleva festeggiare in piazza ma per una parola capita male è venuto alle mani con una persona che non è italiana ma che lavora all’Elba forse da pochi anni visto che non ha capito l’apprezzamento di una frase. Antonio è stato colpito ma la rissa vera e propria è esplosa fuori dove uno di questi stranieri aveva in mano un coltello. In pochi secondi la festa si stava trasformando in tragedia. Antonio porterà i segni dell’accaduto non solo sul volto ma anche nell’anima. A noi familiari fa paura anche il solo pensare che lo straniero possa portare dolore su questo bellissimo scoglio. Noi siamo venuti via da una realtà simile ed abbiamo voluto realizzare tutta la nostra vita fuori da quel contesto sociale … vedercela arrivare anche qui non è poca cosa. Approfitto di queste pagine per ringraziare tutti quelli che conoscendoci hanno avuto un pensiero gentile, una telefonata, una e-mail per mio figlio.lunedì 7 dicembre 2015
dal Taccuino di Martina (quello di ottobre 2015)
giovedì 29 ottobre 2015
dal taccuino di Martina (quello di settembre 2015)
Volevo un gatto nero ... le vere streghe hanno un gatto nero in casa. Guarda qui, su facebook, ci sono un sacco di pagine in cui regalano animali abbandonati. Ma prima che ti diano gli animali c’è un percorso a cui dobbiamo rispondere e rispettare. Tipo: il gatto non può stare dove ci sono altri animali; tipo: possono dare 2 gatti insieme; tipo: ecc … Un pomeriggio, sempre su una pagina di facebook di un’amica che ha fatto da tramite; c’era la foto di una gattina di 2 mesi, trovatella che era affidata ad una ragazza che però non poteva tenerla. Ho scritto: “la voglio io!” E così un pomeriggio, ci siamo incontrate sotto i portici a Portoferraio e con le lacrime agli occhi mi ha ceduto la gatta, di nome Sofie, con il suo libretto e la sua scatolina che non si sa per quale ragione i gatti ci vanno particolarmente d’accordo con le scatole. Io mi ero fatta prestare il trasportino perché nonostante i vari gatti che ho avuto dico sempre di non volerne più e regalo i miei vecchi trasportini al veterinario. Poi l’innamoramento per i gatti ritorna e così si ricomincia … Il giorno che sono andata a prendere Sofie ho fatto un tragitto di casa triste; per lei, perché miagolava; colmo di pensieri per me, per come l’avrebbero presa i cani, se per la testa o per la coda. Infatti arrivata a casa ha iniziato a soffiare ai cani e a nascondersi e loro a cercare in tutti i nascondigli che le avevo creato. Evidentemente Sofie aveva la sensazione di essere un buon cibo per cani, e loro che fosse appetitosa con le patate.
Insomma, per un mese ho fatto attività di socializzazione tutte le volte che tornavo a casa post-lavoro perché volevo che fosse una convivenza come cane-cane-gatto e così piano piano siamo arrivati alla conclusione che si cercano, giocano insieme, dormono e si rilassano insieme sul divano - si sa che i divani servono agli animali - quindi in casa mia la locuzione “sono come cane e gatto” non ha il significato popolare. Sofie non è ancora andata fuori casa, perché voglio sterilizzarla, anche se è meraviglioso vedere il parto delle gatte, ma davvero se si amano gli animali dobbiamo sterilizzarli. Sofie sta crescendo con la consapevolezza di essere la principessa tra i cani e tra le mura domestiche e si approfitta della pazienza dei suoi amici cani, spesso infatti Grisù si rifugia tra le mie ginocchia quando mangia i biscottini seduto sul pavimento perché lei dà i morsi nella coda sia a lui che a Lulita. C’è stato solo un momento, prima della fase completamente idilliaca, in cui ho avuto paura per lei ed è stato quando una sera in cucina con Grisù sul divano e Sofie in terra, al mio cane è iniziata a cadere una gocciolina dietro l’altra dalla sua bocca … ed ho davvero temuto che avesse l’acquolina alla bocca! Non è vero che i gatti neri portano sfortuna ma è vero che tutti gli animali ben tenuti svuotano il portafoglio e lo arricchiscono ai veterinari così come è vero che riempiono le case di coccole e peli!giovedì 24 settembre 2015
ciao Heaven!
Venerdì scorso Heaven mi ha lasciato. Dopo quasi 15 anni di convivenza mi ha detto addio. Insieme abbiamo passato tanti giorni belli e brutti, ma l’altro giorno quando me ne sono andata al mare e l’ho lasciato solo me lo sentivo che prima o poi l’avrei trovato senza vita perché era da tanto tempo che aveva problemi al cuore. Quelli che mi conoscono e sanno cosa Heaven rappresentasse per me dicono: “era vecchio, prima o poi …” Ma di fronte alla fine non si è mai preparati. Comunque ad Heaven voglio scrivere che l’ho amato e l’amerò sempre. Ciao Heaven, a presto.
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